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Non è il più alto, ma il più vecchio: ecco il campanile che ha visto nascere Pavia

Se alzate gli occhi al cielo passeggiando per il centro storico di Pavia, vi accorgerete che la nostra città è una selva di torri e campanili.

Ma ce n’è uno che, più di tutti gli altri, porta sulle spalle il peso (e il fascino) di oltre mille anni di storia.

Stiamo parlando del campanile della Basilica di San Michele Maggiore, un vero recordman di longevità da guardare con un occhio di riguardo.

Una storia che inizia prima dell’anno Mille

Mentre molte delle chiese che vediamo oggi sono frutto di rifacimenti successivi, il campanile di San Michele è un “sopravvissuto“.

Secondo gli storici, le sue fondamenta e la parte inferiore risalgono addirittura alla fine del X secolo (attorno all’anno 960-980).

Pensateci un attimo: quando a Pavia si incoronavano i Re d’Italia e il Barbarossa faceva il bello e il cattivo tempo, questo campanile era già lì.

È rimasto in piedi anche dopo il terribile incendio del 1004 che distrusse gran parte della precedente chiesa altomedievale.



Perché è così speciale

Non è solo una questione di età. Il campanile di San Michele è un esempio perfetto di quella che gli esperti chiamano architettura protoromanica.

  • La struttura: A differenza delle torri gentilizie (nate per difesa o prestigio), questo è nato per chiamare a raccolta i fedeli. È massiccio, austero, costruito in mattoni a vista che sembrano raccontare la fatica di chi li ha posati uno a uno.

  • Le bifore: Salendo con lo sguardo verso la cella campanaria, si notano le classiche aperture divise da colonnine (le bifore), che alleggeriscono la struttura e le danno quell’eleganza senza tempo.

Quante volte ci siamo passati davanti per andare in Basilica o semplicemente per attraversare la piazza.

Spesso lo diamo per scontato, ma quel campanile ha visto passare tutto: dalle solenni incoronazioni imperiali alle sfilate storiche, dai momenti di gloria della Pavia capitale a quelli più bui delle guerre e saccheggi.

Oggi, insieme alla facciata in arenaria della Basilica (quella sì, un po’ più “giovane”, del XII secolo), forma uno degli scorci più fotografati e amati di Pavia.

Fonte Immagine: Depositphotos