Un’epoca volge al termine per uno dei capolavori più straordinari del Rinascimento italiano: la Certosa di Pavia.
A partire dal 1° gennaio 2026, l’ingresso a questo complesso monumentale cambierà radicalmente, passando dalla storica gratuità a un costo di 10 euro per visitatore.
Chi desidera ammirare l’imponente facciata marmorea e gli splendidi chiostri in un clima di silenziosa contemplazione, come è stato finora, ha ancora poche settimane per farlo senza pagare il biglietto.
Una svolta storica nella gestione
Il cambiamento non è solo economico, ma segna una vera e propria svolta storica, dettata principalmente dalla partenza, a fine anno, dei monaci cistercensi che hanno custodito e animato il sito per oltre cinquant’anni.
Dal 2026, la gestione del complesso passerà unicamente al Ministero della Cultura attraverso la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia. Questo subentro ha comportato la necessità di introdurre un biglietto d’ingresso.
Come spiegato dal Ministero, la nuova tariffa servirà a sostenere i non trascurabili oneri di gestione, che includono i costi per il servizio di accoglienza, custodia e manutenzione di un sito di tale grandezza e valore.
Nuove prospettive per il monumento
L’introduzione del biglietto non è solo un cambio di politica tariffaria, ma fa parte di un piano più ampio di valorizzazione. La nuova gestione statale mira a:
- Ampliare gli orari di apertura per migliorare l’accessibilità.
- Aprire al pubblico nuovi spazi finora preclusi, come alcune cappelle laterali della basilica, la cella del priore, la Sagrestia Nuova e la Biblioteca.
- Finanziare importanti lavori di restauro e recupero, inclusi interventi sulle preziose vetrate della basilica e sui corali cinquecenteschi.
Prima di pianificare la tua visita alla Certosa di Pavia, ti consiglio di consultare sempre gli orari di apertura per assicurarti un’esperienza senza intoppi.
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