La leggenda sulla ‘Chiesa del Diavolo’ di Lomello

In questo periodo dell’anno una gita in Lomellina vi consente di ammirare il famoso ‘mare a quadretti’ con le risaie allagate ma è anche l’occasione per visitare alcuni luoghi poco conosciuti.

Tra i punti di maggior interesse artistico c’è la Basilica di Santa Maria Maggiore a Lomello che in Italia è la chiesa con le volte a crociera più antiche (si trovano nelle navate laterali dell’edificio). Si tratta di un classico esempio di stile romanico lombardo e si fa risalire la sua costruzione della chiesa tra il 1025 e il 1040.

La Basilica di Santa Maria si trova su una delle collinette più alte di Lomello. E’ composta da un Battistero a pianta ottagonale, un campanile visibile da ogni punto del paese ed una struttura alquanto insolita: i mattoni che compongono la parte anteriore della chiesa sono disposti in parte normalmente, in parte a lisca di pesce, altri ancora sembrano messi per tappare i buchi strutturali.

La tradizione racconta diverse storie sulla costruzione di questa chiesa. Sul sito del Comune di Lomello abbiamo trovato quella più bella e suggestiva riportata su un dattiloscritto rinvenuto fra le carte del Comm. Attilio Baratti di Mortara.

Ne riportiamo integralmente il testo:

“La regina Teodolinda volle celebrare nella Chiesa di S. Maria in Lomello le sue seconde nozze con Agilulfo duca di Torino. Una curiosa leggenda vuole che queste nozze non andassero a genio al Diavolo perché i Longobardi erano ariani e Teodolinda era cattolica. Il giorno prima delle nozze portò sul cielo di Lomello tutte le nubi più cariche di tuoni e di lampi che aveva in riserva e scatenò un tremendo temporale. I fulmini caddero sulla chiesa già preparata per le nozze, suscitando un grave incendio e in poche ore la chiesa di Lomello fu un mucchio di rovine.

Teodolinda che da santa donna si era preparata alle nozze con la preghiera, si mise a piangere e a supplicare il Signore. Ed il Signore accettò la preghiera della sua serva fedele. Ed eccolo a ordinare al diavolo che sghignazzava in mezzo al fumo, di rifabbricare durante la notte, prima del suono dell’Ave Maria, quello che era stato distrutto.

La pia Regina Teodolinda, sentite le parole del Signore, andò tutta felice incontro allo sposo per comunicargli la lieta novella. La notizia udita dai cortigiani corse di bocca in bocca, e tutti aspettavano che si facesse notte per assistere al miracolo. Ma il diavolo, per nascondere la sua vergogna, sull’imbrunire fece calare una nebbia così fitta e fredda da costringere tutti i cortigiani a starsene chiusi in castello.

Quel che capitò nel buio fitto, nessuno lo poté sapere. Il diavolo pescò all’inferno i migliori ingegneri, architetti e muratori che poté trovare e diede loro l’ordine di rifare la chiesa in tutta fretta. Ma, senza una direttiva unica, senza ingegnere capo, ciascuno fece a modo suo.

Intanto l’Ave Maria era lì per suonare. Mancava di portare a termine la facciata. Ma il Signore che dall’alto stava ad osservare, diede l’ordine di tralasciare: “La scia di finire la Chiesa, perché si sappia che le cose belle e buone il diavolo non le sa fare; ma farai viceversa il Battistero, dove il figlio di Agilulfo prenderà il Battesimo Cattolico. Non volevi che la mia Chiesa trionfasse, sarà quel Battesimo lo scorno tuo più pungente”.

Suonata l’Ave Maria, il corteo nuziale si mosse dal castello.

Quando il corteo regale varcò il portone della Chiesa di Lomello notò un curioso disordine: le muraglie non correvano parallele, i colonnati erano diversi. E, meraviglia ancora più grande, ebbero, all’uscita di Chiesa, quando a fianco di essa, trovarono lì, nuovo di zecca il Battistero, regalo nuziale di Belzebù!
(Fonte Sito web Comune di Lomello)