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Oltrepò da scoprire, questa è la più antica chiesa di Voghera (e ci si passa davanti senza notarla)

Esterno della più antica chiesa di Voghera, costruita al di sotto del livello della strada.

Siamo sempre alla ricerca di luoghi sacri più intimi e defilati, quelli che non sgomitano per finire sulle prime pagine delle guide turistiche principali ma che, non appena ne varchi la soglia, ti avvolgono con un silenzio carico di secoli di storia.

Una tranquilla domenica mattina ci siamo dati un obiettivo ben preciso: andare a scoprire con la chiesa più antica di Voghera.

Lasciata alle spalle la vivace Piazza del Duomo, è bastata una piacevole passeggiata di nemmeno dieci minuti a piedi per ritrovarci davanti a quello che tutti i vogheresi chiamano affettuosamente la “Chiesa Rossa”.

Bastano davvero pochi secondi per capire il perché di questo soprannome: le sue pareti in mattoni a vista risplendono di un color terracotta caldo e suggestivo, incastonate armoniosamente tra le vie della città.



Un gradino dopo l’altro: scendere nel cuore del Medioevo

La prima grande particolarità che ci ha colpito appena ci siamo avvicinati è la sua struttura singolare: la chiesa si trova infatti per circa un terzo della sua altezza sotto il livello della strada attuale. Per accedere non si sale, si scende!

Scendere i gradini del sagrato è stato un po’ come compiere un vero e proprio salto all’indietro nel tempo, lasciando il vocio della città moderna al di sopra della testa.

Varchiamo il portale grazie alla disponibilità e all’accoglienza dei volontari locali, persone che custodiscono questo luogo con una dedizione contagiosa.

Le origini dell’edificio sono avvolte nel fascino della storia antica: la struttura romanica visibile oggi risale principalmente al XII secolo, anche se alcune affascinanti ricerche storiche e archeologiche ne collocano le prime fondamenta addirittura al VII secolo, ai tempi del leggendario re dei Longobardi Liutprando.

«Camminare su questo pavimento ribassato ti fa percepire fisicamente quanto la città sia cresciuta attorno a questa chiesetta nel corso dei secoli, lasciandola tuttavia intatta nella sua genuina e intima austerità romanica.»




Dal Romanico alla Cavalleria Italiana

Entrando, l’atmosfera si fa subito solenne.

Nel corso delle epoche la struttura ha subito differenti restauri, ma è nel 1956 che ha assunto la vocazione che la caratterizza ancora oggi: l’edificio è stato infatti consacrato come Tempio Sacrario della Cavalleria Italiana, dedicato ai Santi Giorgio e Ilario (da cui il nome formale di Chiesa di Sant’Ilario).

Alzando lo sguardo e percorrendo le pareti interne, ci si perde tra i dettagli:

  • Gli stemmi storici: Numerosi stemmi in rilievo e murati che ripercorrono le gesta e la memoria dei gloriosi reggimenti della cavalleria italiana.

  • Le lapidi commemorative: All’ingresso si notano le incisioni con i nomi dei cavalieri dell’Ordine Militare di Savoia e d’Italia e di quelli decorati con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

  • Le targhe perimetrali: Tutt’intorno alla chiesa si scorgono le targhe dedicate alle città che ospitarono le caserme e ai comuni che diedero il nome ai vari reggimenti.

Da scoprire prima di andare via

Prima di salutare i volontari, ci è stato indicato un dettaglio prezioso che vi consiglio assolutamente di cercare.

Grazie alle recenti opere di riqualificazione urbana sostenute dalla Fondazione Cariplo (che hanno splendidamente valorizzato e messo in sicurezza l’area antistante), alzando gli occhi sotto il tetto si possono ammirare delle raffinate formelle decorative in ceramica color verde acqua, un tocco di colore delicato che contrasta meravigliosamente con il rosso dei mattoni.

Info utili per la visita (Quatarob Pavia Tips)

  • Dove si trova: Voghera (PV), a circa 10 minuti a piedi da Piazza Duomo (Via Emilia / Tempio Sacrario della Cavalleria).

  • Quando visitarla: La chiesa è aperta al pubblico in determinate occasioni. 

  • Il consiglio in più: Approfittate della presenza dei volontari in loco per fare due chiacchiere: la loro passione vi farà scoprire aneddoti e dettagli che non troverete in nessun manuale turistico.