C’è un simbolo di rinascita che ogni anno torna a popolare i cieli del Pavese: la cicogna bianca.
Grazie a importanti progetti di ripopolamento iniziati decenni fa, oggi non è più raro scorgere questi eleganti volatili mentre sorvolano il Ticino o nidificano su alti tralicci.
Se volete organizzare una passeggiata a caccia di nidi (con il dovuto rispetto e a distanza di sicurezza), ecco i punti di osservazione principali a Pavia e provincia.
1. L’Oasi di Sant’Alessio (Sant’Alessio con Vialone)
È il punto di riferimento storico per chi ama questi uccelli. L’Oasi di Sant’Alessio è stata la prima in Italia a credere nel ripopolamento della cicogna bianca.
Qui si possono ammirare decine di nidi situati proprio sopra le strutture del castello e sulle piante del parco.
Perché andarci: È l’esperienza più immersiva, ideale per le famiglie. Oltre alle cicogne libere, si possono osservare da vicino il lavoro di conservazione che ha permesso a questa specie di tornare a popolare l’intera Pianura Padana.
2. Gli Horti Borromaici (Pavia città)
Non serve allontanarsi dal centro storico per incontrare la natura.
Negli splendidi Horti dell’Almo Collegio Borromeo, un polmone verde di 35.000 mq affacciato sul Ticino, la biodiversità è di casa.
La curiosità: Attualmente sono presenti almeno 4 cicogne stanziali.
È uno spettacolo unico vedere questi grandi uccelli stagliarsi contro il profilo delle torri medievali o passeggiare nei prati degli Horti tra le sculture d’arte contemporanea.
L’ingresso è solitamente gratuito (controllare gli orari di apertura del collegio).
3. I nidi sui campanili
Una delle immagini più suggestive di questa “invasione pacifica” riguarda i piccoli borghi della provincia.
Le cicogne hanno infatti eletto i campanili di diversi paesi come base sicura per le loro famiglie.
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A Torriano, Cura Carpignano e Vistarino (e in molti altri comuni limitrofi) è possibile alzare lo sguardo e ammirare le imponenti strutture di rami intrecciati che svettano sopra le campane.
4. Cascina Venara (Zerbolò)
Nonostante la chiusura della struttura didattica, la colonia di cicogne è ancora molto legata al territorio.
Dalla vecchia cascina fino al campanile della chiesa di Zerbolò, lo sguardo incontra ovunque i segni della loro presenza: numerosi nidi punteggiano il paesaggio, dai tetti del borgo ai tralicci e ai pali della luce circostanti.
Il periodo migliore: La primavera (da marzo a giugno) è il momento più emozionante, quando i nidi si animano con la nascita dei piccoli e il tipico “battito del becco” (il clattering) risuona nell’aria.
Rispetto prima di tutto: Se avvistate un nido su un palo della luce o su un tetto, restate a debita distanza. Usate un binocolo o uno zoom fotografico per non disturbare la nidificazione.
Fonte Immagine: Depositphotos

