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Quando Vasco Rossi cantò al Tucano di Codevilla, il concerto del 1983 che fece tremare l’Oltrepò

Ci sono serate che entrano di diritto nella mitologia dell’Oltrepò Pavese, di quelle che a distanza di quarant’anni senti ancora raccontare al bar con un pizzico di nostalgia e gli occhi che brillano.

Una di queste è senz’altro la leggendaria tappa di Vasco Rossi al Tucano 185 di Codevilla.

Era mercoledì 5 ottobre 1983. I fortunati che conservano ancora il tagliando d’ingresso originale custodia di quell’esperienza possono confermarlo sfogliando i loro ricordi!



Un’organizzazione da grandi occasioni

All’epoca Vasco non era più solo un rocker di nicchia, ma una vera e propria bomba atomica della musica italiana. Aveva da poco pubblicato l’album Bollicine e conquistato il premio del Festivalbar.

Gli organizzatori del Tucano decisero di fare le cose in grande stile faraonico per accoglierlo al meglio:

  • Promozione a tappeto: ben 2.000 manifesti e 4.000 volantini distribuiti in tutta la provincia.

  • Dettagli curati: biglietti d’ingresso speciali, accrediti dedicati alla stampa e passaggi radiofonici sulle emittenti locali.

Per Codevilla e per l’intero Vogherese si preannunciava a tutti gli effetti l’evento musicale dell’anno.

Il “boss” italiano con abiti stracciati e Coca-Cola

Nei giorni precedenti al concerto, tra le vie e i bar di Voghera non si parlava d’altro: “Hai sentito? Viene Vasco Rossi, non vedo l’ora!” era il ritornello fisso tra i ragazzi dell’epoca.

I giornali locali lo avevano già battezzato il “boss” italiano. Chi lo aveva incrociato dietro le quinte o prima dello show ricordava l’immagine vivida e autentica: abiti stracciati, una lattina di Coca-Cola in mano e un’attitudine irriverente ma spaventosamente vera.

Con la sua solita schiettezza raccontava:

“Io sono così come mi vedi, arruffato, ironico, ma vero. Vivo, per me la musica è tutto.”




Una scaletta da brividi

Quella notte a Codevilla risuonarono i pezzi che stavano segnando un’epoca e che da lì a poco sarebbero diventati inni generazionali: da Albachiara a Colpa d’Alfredo, fino alle travolgenti Vado al massimo e Voglio andare al mare.

Un concerto indimenticabile, carico di quella carica e vitalità che solo il rocker di Zocca sapeva trasmettere dal palco.

Una pagina di storia della nostra terra che il popolo dell’Oltrepò e di tutta Pavia ricorda ancora con grandissimo orgoglio.