Se chiedete a un pavese “Cosa fai a Pasqua?”, la risposta non sarà mai un semplice luogo, ma una lista della spesa.
Perché lungo le rive del Ticino, la Pasqua non è solo una festa religiosa, è una liturgia gastronomica che celebra il risveglio della nostra terra.
Oggi vi portiamo nel cuore delle nostre case per scoprire cosa mangia un pavese a Pasqua.
Un rito fatto di ricette tramandate e quella convivialità autentica che trasforma un semplice pranzo nella festa più bella dell’anno.
Ah dimenticavo, noi facciamo a meno dell’agnello, ma la tradizione sarà comunque ben rappresentata!
Pranzo di Pasqua di un ‘tipico’ Pavese
Antipasti
- Salame di Varzi DOP (tagliato a mano) accompagnato da una fetta di Miccone
- Coppa al Bonarda con gnocco fritto
- Giardiniera di Casa: immancabile, con quel tocco di aceto che “pulisce” il palato tra un salume e l’altro.
- Torta Pasqualina presa in prestito dalla vicina Liguria
- Uova sode ripiene: la tradizione pasquale per eccellenza.
- Insalata russa “alla pavese” (con verdure fresche e maionese fatta in casa)
Il consiglio del Quatarob
Tutti questi antipasti chiamano a gran voce una bollicina: un Oltrepò Pavese Metodo Classico è l’ideale.
Primi Piatti
- Risotto con Urtis: i germogli di luppolo selvatico sono pronti lungo le sponde dei fossi, il risotto è l’omaggio supremo alla nostra terra
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Ravioli di boraggine con la salsa di noci (da me non mancano mai!)
Secondi Piatti
Archiviata l’idea dell’agnello, la nostra tavola non resta certo vuota. Puntiamo su grandi classici che mettono d’accordo tutti:
- Roastbeef con patate al forno, un piatto che fa subito “festa in famiglia”.
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L’alternativa di magro: la Frità d’erbion (frittata con le erbe), una torre di uova e sapori di campo che profuma di libertà e scampagnate
- Selezione di formaggi locali (es. Crescenza, Gorgonzola, Taleggio) accompagnati da mostarda artigianale e confetture
Dolci
- Colomba artigianale: dimenticate quelle del supermercato. Qui parliamo di nuvole di pasta lievitata, nate nei forni storici della nostra città
- Agnello di sfoglia con crema pasticcera, l’unico “agnello” che vogliamo vedere sulla nostra tavola!
- Macedonia di frutta fresca di stagione, per rinfrescare il palato dopo tanta abbondanza. Magari bagnata con un goccio di Moscato dell’Oltrepò.
Cosa non deve mancare mai
La bottiglia sul tavolo deve parlare la nostra lingua.
Che sia una Bonarda vivace che fa la schiuma o un Buttafuoco per chi non teme i sapori forti, il vino deve essere dell’Oltrepò. Altrimenti, che Pasqua è?
Ora non vi resta che godervi il caffè e prepararvi per la classica passeggiata digestiva sul Lungoticino o tra i vicoli del centro storico.

