A Pavia, le tradizioni non si celebrano solo in chiesa, ma anche in tavola. E c’è un dolce che, più di ogni altro, incarna lo spirito della città e il legame con la sua storia più antica: il San Sirino.
Mentre il 9 dicembre si avvicina, le pasticcerie e le case dei pavesi si preparano a rendere omaggio a San Siro, patrono della città, con questi piccoli capolavori di pasticceria.
Ma cosa rende il San Sirino non solo una prelibatezza, ma un vero e proprio simbolo locale?
Il miracolo che diventa dolce
La storia di questo dolce è strettamente intrecciata con la leggenda del santo.
Si narra che San Siro, durante il suo viaggio verso Pavia, compì numerosi miracoli, tra cui il più noto: la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Ed è proprio a questo gesto miracoloso che la ricetta è legata. Il San Sirino richiede, infatti, l’utilizzo di una quantità particolarmente abbondante di uova, come a voler richiamare l’idea di provvidenza e abbondanza simboleggiata dal prodigio biblico.
Un equilibrio di sapori intensi
Ma veniamo al sapore! Dimenticate i dolci banali: il San Sirino è un’esperienza intensa e complessa.
Immaginate un soffice cuore di pan di Spagna che viene delicatamente inumidito con rum, aggiungendo un profumo e un carattere inconfondibili. Questo cuore viene poi farcito con una ricca e vellutata crema al burro e nocciole.
Il tutto è sigillato da una glassa fondente al cioccolato e, per finire, il tratto distintivo che non può mancare: l’iscrizione “San Siro” realizzata con glassa bianca.
Non è un dolce perenne, ma un tesoro stagionale, il che lo rende ancora più prezioso.
Se vi trovate a passeggiare per le strade di Pavia nei giorni che precedono e seguono il 9 dicembre, non perdete l’occasione di entrare in una pasticceria.
Credit foto: Spadafora

