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Idroscalo di Pavia: rinviati i lavori a data da destinarsi

Stop ai lavori per la ristrutturazione dell’idroscalo Pavia.

Dovevano iniziare a maggio i lavori per il restuaro dell’idroscalo, invece sono stati per il momento sospesi. Motivi burocratici e di sicurezza impediscono di allestire i ponteggi lungo la riva del fiume.

Era già da qualche tempo che i pavesi si chiedevano che fine avesse fatto il progetto dopo l’ok della sovrintendenza.

Si spera ora che il cantiere inizi al più presto i lavori per dare ai pavesi una terrazza sul fiume che darebbe lustro alla città.

Il progetto da 4 milioni di euro, porta la firma dell’architetto pavese Luisa Marabelli che ci lavora da tre anni.

Contattata al telefono l’anno scorso, l’architetto ci aveva raccontato come il nuovo Idroscalo vorrebbe diventare: ”Un punto di riferimento per i pavesi sul fiume”.

Il nuovo progetto consisterà nel recupero funzionale della struttura con un ampio spazio espositivo, un ristorante: insomma una terrazza sul fiume che potrebbe attirare anche molti turisti.

Inaugurato nel 1926 l’Idroscalo Pavia doveva essere un punto di rifornimento per gli idrovolanti che percorrevano la linea Torino-Venezia-Trieste.

La struttura era formata da un hangar, con finestre sui tre lati, edificata su piloni in cemento armato poggianti sul greto del fiume, mentre l’attracco degli idrovolanti avveniva alla fine degli scivoli che permettevano le operazioni di sbarco e imbarco dei passeggeri, oltre all’eventuale ricovero del velivolo all’interno dell’hangar.

L’idroscalo rimase in funzione fino al 1942. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale venne usato da un privato, Carlo Saglio, e poi dalla Battellieri Colombo come rimessaggio per le barche. Dal 1981, con la morte di Saglio, l’Idroscalo venne abbandonato definitivamente.

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