Diciamoci la verità, con questo caldo l’idea di passare la domenica a Pavia a rigirarsi tra le mura di casa fa sudare solo a pensarci.
E allora, perché non regalarsi una fuga dove l’aria è più frizzante, le strade sono fatte di pietra antica e c’è persino un mistero da brivido?
Oggi vi portiamo a Zavattarello, uno dei borghi più belli d’Italia, arroccato nell’Alta Val Tidone.
Qui, dove le colline dell’Oltrepò Pavese si fanno più verdi e boscose, sorge una fortezza millenaria che domina il paesaggio e che custodisce una storia decisamente intrigante.
L’itinerario perfetto per la vostra domenica fuori porta
Mattina: La salita al Castello Dal Verme (e l’incontro con Pietro)
La prima tappa non può che essere lui: il maestoso Castello Dal Verme.
Una fortezza in pietra titanica, praticamente inespugnabile, che svetta da più di mille anni sopra il borgo.
Il consiglio è di salire a piedi lungo il sentiero che attraversa il parco del castello.
Oltre alla vista mozzafiato che nelle giornate limpide spazia su tutta la vallata, il castello è famoso per il suo ospite più celebre: il fantasma di Pietro dal Verme.
Condottiero e signore del castello, Pietro morì avvelenato nel 1485 per mano della seconda moglie, Chiara Sforza.
Da allora, si dice che la sua anima non abbia mai lasciato la fortezza.
Negli anni si sono susseguiti racconti di sedie che si spostano da sole, rumori di passi pesanti nelle sale vuote, porte che si chiudono improvvisamente e persino registrazioni audio misteriose catturate dagli esperti di paranormale.
La storia del castello prende vita attraverso un suggestivo video tridimensionale proiettato durante la visita.
Pranzo: Salumi d’autore e profumo di bosco
Dopo la caccia ai fantasmi, la fame si farà sentire.
La cucina dell’Alta Val Tidone risente delle influenze piacentine ed è un trionfo di sapori genuini.
Per il pranzo fermatevi in uno dei ristoranti o degli agriturismi della zona. Cosa ordinare?
Salumi tipici: non potete ripartire senza aver assaggiato il Salame di Varzi DOP o la coppa piacentina, accompagnati da una fetta di focaccia calda o dallo schita (la mitica frittella d’acqua e farina).
Sapori del bosco: Se siete fortunati con la stagione, cercate i piatti a base di funghi porcini o tartufi neri della zona, perfetti per condire i tipici pisarei e fasö o i ravioli di stufato.
Il tutto, ovviamente, annaffiato da un calice di Bonarda o di Pinot Nero dell’Oltrepò.
Pomeriggio: Perdersi tra i vicoli
Dopo pranzo, dedicate un paio d’ore a smaltire il cibo passeggiando nel cuore del borgo antico, chiamato in dialetto Suatarell.
Il paese è interamente costruito in pietra e conserva intatta la sua struttura medievale.
Camminate senza fretta lungo i caratteristici vicoli stretti e acciottolati che si arrampicano verso la rocca.
Passate sotto le antiche porte d’accesso, ammirate le case restaurate con cura e godetevi quel silenzio d’altri tempi che solo i borghi di collina sanno regalare.
Prima di ripartire, fate un salto in una delle botteghe del paese per portarvi a casa un pezzo di Oltrepò (un cacio locale o una bottiglia di vino) come souvenir di una domenica perfetta.

