Se c’è un posto dove noi pavesi amiamo “scappare” quando la nebbia ci stringe d’assedio in pianura, quel posto è sicuramente la vetta del Monte Penice.
Salire quassù, a 1.460 metri, non è solo una gita fuori porta: è un’esperienza che ti fa sentire, letteralmente, ad un passo dal cielo.
Qui il silenzio è interrotto solo dal vento e la vista spazia dalle Alpi innevate fino alla sagoma degli Appennini, facendoti dimenticare in un attimo il caos cittadino.
Un Santuario sospeso tra storia e leggenda
Il Santuario di Santa Maria in Monte Penice non è solo un punto panoramico, ma un luogo intriso di misticismo. Si dice che la sua fondazione sia legata nientemeno che alla Regina Teodolinda e a San Colombano.
L’edificio attuale, dal fascino romanico e dalle linee austere in pietra locale, risale al XVII secolo, ma sorge su fondamenta molto più antiche.
Entrare nel Santuario significa fare un salto nel tempo: non dimenticate di ammirare la statua lignea della Vergine col Bambino (XVI secolo), da secoli meta di pellegrinaggi da tutto il Nord Italia.
4 motivi per cui non puoi perderti il Monte Penice
In pieno stile Quatarob, ecco perché devi metterlo in agenda per la tua prossima gita della domenica:
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La vista a 360 gradi: Nelle giornate limpide, lo sguardo arriva a vedere le Alpi e, dicono i più fortunati, persino un riflesso di mare verso il Golfo di Genova.
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La magia della ciaspolata: Quando la neve imbianca la vetta, il Penice si trasforma in un paesaggio fiabesco. È il luogo ideale per indossare le ciaspole e risalire il crinale nel silenzio più totale: un’esperienza magica che ti permette di vivere la montagna “slow”, a pochi chilometri da casa.
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La passeggiata della “conquista”: Puoi arrivare in auto fino in cima, ma se vuoi goderti davvero l’esperienza, lascia la macchina al Passo del Penice. Da lì, una camminata di circa 3-4 km (su asfalto o sentiero) ti porterà in vetta. È una salita che purifica i polmoni e lo spirito.
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Il mistero dei confini: Il Penice è un luogo “di frontiera”. Mentre il Santuario si trova ufficialmente nel comune di Bobbio (Piacenza), le gigantesche antenne RAI (che lo rendono riconoscibile da chilometri di distanza) e parte dei sentieri sono in provincia di Pavia. Un vero ponte tra due regioni!
Quando andare
Il Santuario è una meta stagionale. Solitamente riapre con la bella stagione (da maggio) e resta accessibile fino a fine settembre/ottobre, a seconda della neve.
Se ci andate in inverno, la strada per la vetta viene spesso chiusa al traffico: la salita diventa una splendida (e faticosa) ciaspolata nel silenzio più totale.
Il consiglio di Quatarob: Non sottovalutate mai il meteo in vetta! Anche se in pianura non c’è neve, quassù il vento può essere gelido e i sentieri ghiacciati. Equipaggiatevi con scarponi adatti, abbigliamento termico a strati e, se volete godervi la magia della neve fresca, non dimenticate le ciaspole nello zaino.

