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Quella volta che un giovanissimo Jannik Sinner passò da Pavia: “Si vedeva già che era un fenomeno”

Ci sono storie che a rileggerle a distanza di anni fanno venire i brividi.

Storie di talento puro, di campi in terra rossa e di un ragazzo dai capelli rossi che, prima di conquistare il mondo, ha fatto tappa anche all’ombra delle torri di Pavia.

Oggi tutti parliamo di Jannik Sinner: il numero uno al mondo, due volte consecutivo re del tempio del tennis a Wimbledon (2025 e 2026), l’uomo che sta riscrivendo la storia dello sport mondiale e capace di infiammare interi palazzetti da New York a Londra e Melbourne.




Ma vi ricordate quando Jannik giocava proprio qui, al Tennis Club di Pavia?
Correva il 2017, e il TC Pavia di via San Giovannino ospitava il classico Torneo internazionale Under 16 / ITF.

Tra i tanti giovani talenti arrivati da ogni angolo d’Europa, c’era anche un ragazzino altoatesino classe 2001.

Magro, timido fuori dal campo, ma con una determinazione incrollabile e due braccia che facevano viaggiare la pallina a velocità spaventose.

Chi c’era quel giorno sugli spalti di via San Giovannino se lo ricorda bene: non era solo una giovane promessa, c’era già qualcosa di diverso nel suo modo di stare in campo.

Quella concentrazione assoluta, quella capacità di trasformare ogni scambio in un martello battente, la sensazione che davanti si stesse guardando non un semplice torneo giovanile, ma la nascita di un vero e proprio fenomeno.

Pavia ha sempre avuto una grande tradizione sportiva, ma sapere che tra quei mattoni rossi e la nebbia autunnale ha mosso i primi passi chi oggi alza al cielo i trofei più prestigiosi del pianeta è qualcosa che ci riempie di orgoglio “pavese”.




Chissà se Jannik si ricorda ancora di quel pomeriggio in riva al Ticino, tra un piatto di risotto e una partita sudata punto su punto.

Di sicuro, a Pavia quel passaggio non ce lo dimentichiamo più.

Fonte Immagine: Depositphotos