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Quasi un pavese su due non ha mai fatto caso all’angelo che protegge la via più frequentata

Camminando lungo la centralissima Strada Nuova, all’angolo con via Bernardino Gatti, quasi nessuno nota una piccola statua di marmo bianco murata sulla facciata di un palazzo.

Rappresenta un angelo con il braccio teso verso il fiume. Ma qual è la sua storia? Dietro quella figura si nasconde una delle leggende più affascinanti di Pavia.

La sfida tra i due angeli

Tanto tempo fa, quando la città era governata dal vescovo San Damiano, Pavia fu colpita da una terribile epidemia di peste. La città era deserta e spettrale. Si racconta che di notte, tra le vie silenziose, apparissero due creature misteriose:

  • L’angelo bianco (simbolo della vita), che cercava di proteggere i cittadini.

  • L’angelo rosso (simbolo della morte), che portava con sé la malattia.

L’angelo rosso bussava alle porte delle case: ogni colpo dato significava una persona destinata a morire il giorno dopo.



Il miracolo e la cacciata del male

Per fermare questa tragedia, San Damiano fece portare da Roma una reliquia di San Sebastiano. Durante una solenne processione per le vie del centro, accadde qualcosa di incredibile: l’angelo bianco sembrò prendere vita.

Proprio in Strada Nuova, l’angelo bianco affrontò quello rosso e riuscì finalmente a cacciarlo dalla città, facendolo fuggire oltre  il Ponte Coperto. In quel momento, la peste smise di uccidere.

La leggenda dice che l’angelo non salvò Pavia solo dalla malattia, ma anche dalla forza della natura.

Si racconta infatti che, durante una pericolosa alluvione, l’angelo apparve davanti alle acque del Ticino che stavano allagando la città.

Alzando il braccio con autorità, ordinò al fiume di fermarsi e tornare nel suo letto, salvando le case dei pavesi.

Un segno che resta nel tempo

Per non dimenticare questi miracoli, i cittadini decisero di posizionare quella statua di marmo proprio dove avvenne la sfida.

Ancora oggi, l’Angelo Bianco osserva Strada Nuova con il braccio teso, ricordando a chi passa che Pavia ha un protettore silenzioso che veglia sulla città da secoli.