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Tutti la guardano, pochi sanno la verità: la statua nel cortile dell’Università che doveva essere ‘sdraiata’

Passeggiando tra i cortili dell’Università di Pavia, vi sarà sicuramente capitato di alzare lo sguardo verso le imponenti statue e lapidi che decorano le pareti.

Ma c’è un monumento, nel Cortile di Volta, che nasconde una storia di “traslochi”, leggende e un pizzico di mistero: quello dedicato ad Andrea Alciato.

Se il nome non vi dice nulla, sappiate che state guardando il monumento a uno dei giuristi più famosi della storia, un uomo che nel Cinquecento era una vera “star” internazionale.

Chi era Andrea Alciato? (E perché Pavia lo amava)

Milanese di nascita ma pavese d’adozione, Alciato fu un rivoluzionario. Non solo fu un giurista immenso che insegnò in tutta Europa, ma inventò un genere letterario di enorme successo: gli Emblemata.

In pratica, creò il primo libro di “immagini simboliche” con motti morali, un bestseller assoluto del Rinascimento.

L’Imperatore in persona lo volle a Pavia, dove Alciato morì proprio i primi giorni di gennaio, nel 1550.



3 Cose che non sapevi sul suo monumento

1. Un monumento “nomade”

Non tutti sanno che la grande statua che vediamo oggi al Cortile di Volta non è nata lì. In origine si trovava nella chiesa di S. Epifanio (che un tempo sorgeva dove oggi c’è l’Orto Botanico).

Quando la chiesa fu demolita, il monumento fu salvato e trasferito in Università.

2. Il cambio di posa: da sdraiato a in piedi

C’è un segreto dietro la realizzazione del monumento.

Il progetto originale prevedeva che Alciato fosse raffigurato semisdraiato (una posa classica per i monumenti funebri dell’epoca).

Tuttavia, durante i lavori, si decise di cambiare tutto e rappresentarlo in piedi, avvolto in una lussuosa veste di broccato damascato, con un libro tra le mani. Una scelta che lo rende ancora più solenne.

3. Simboli nascosti e “fake news” d’epoca

Se osservate bene i bassorilievi alla base, noterete scene curiose:

  • Il Parnaso: con Apollo e le Muse, a testimoniare la sua cultura immensa.

  • L’Italia piangente: raffigurata come una donna guerriera che depone le armi per la morte del grande giurista.

  • Il Caduceo con le cornucopie: un simbolo di pace e benessere che Alciato amava così tanto da farlo inserire al posto di una coppia di delfini inizialmente prevista.

La prossima volta che passate dal Cortile di Volta, fermatevi al numero VII della parete orientale.

Guardate negli occhi quel signore di marmo: non è solo una statua, ma il ricordo di un uomo che ha cambiato il modo di studiare il diritto e l’arte in tutta Europa, portando il nome di Pavia nel mondo.

Fonte Immagine: Depositphotos