C’è un momento preciso, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, in cui le colline dell’Oltrepò Pavese decidono di dare spettacolo.
Non servono biglietti aerei per Tokyo o file interminabili sotto i ciliegi di Kyoto. Qui, tra un filare di Pinot e un borgo in pietra, la primavera esplode con una dignità tutta sua.
Ma mettiamo subito le cose in chiaro.
Non chiamatelo “Hanami“, qui la fioritura non è fragile contemplazione, ma il vigoroso risveglio di una terra che si scuote di dosso la nebbia padana. In Oltrepò, il fiore di ciliegio non è un simbolo estetico, ma la promessa concreta di un sapore che verrà.
Le zone tra Bagnaria, Rocca Susella e le valli intorno a Fortunago si tingono di un bianco candido e di un rosa pallido che sembra dipinto a mano.
Passeggiare oggi tra questi alberi non significa solo scattare la foto perfetta per Instagram (anche se, ammettiamolo, lo sfondo merita), ma respirare il profumo di una terra che si prepara alla stagione dei frutti.
Dove trovare i ciliegi in fiore in Oltrepò
Se volete perdervi (ma non troppo) per godervi lo spettacolo, ecco tre tappe obbligate per questo weekend:
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La Valle Staffora (Bagnaria): È la patria della ciliegia per eccellenza. Qui i frutteti creano vere e proprie nuvole bianche che contrastano con il verde intenso dei prati.
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L’anello di Fortunago: Uno dei borghi più belli d’Italia offre scorci dove i ciliegi selvatici spuntano tra le case in pietra, regalando un’atmosfera da fiaba medievale.
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Le creste di Montalto Pavese: Da qui la vista spazia su tutta la pianura, e i ciliegi isolati lungo le strade panoramiche diventano i protagonisti di un paesaggio che sembra una cartolina impressionista.
Il consiglio di Quatarob Pavia: Lasciate stare i picnic a base di ramen. Se andate in Oltrepò a vedere i ciliegi, portatevi un pezzo di Miccone, qualche fetta di Salame di Varzi e un calice di Bonarda vivace.
Il Giappone è lontano, ma la felicità, a quanto pare, dista solo quaranta minuti di auto da Pavia.
Fonte Immagine: Depositphotos

