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L’Oltrepò vanta uno dei castelli medievali meglio conservati della Lombardia

Esistono luoghi che siamo abituati a vedere solo da lontano, come sentinelle silenziose che dominano l’orizzonte.

Il Castello di Montalto Pavese è uno di questi: con la sua sagoma inconfondibile, sorveglia le vigne dell’Oltrepò da quasi mille anni. Ma, come molti tesori privati, le sue porte restano solitamente serrate.

Grazie alle Giornate del FAI, abbiamo avuto il privilegio di varcare quella soglia e scoprire cosa si nasconde dietro le mura di quella che è, senza dubbio, una delle dimore più affascinanti della provincia di Pavia.

Un viaggio nel tempo: dal Medioevo al primo ‘900

Appena arrivati, la prima cosa che colpisce è la maestosità della struttura.

Nato nel Medioevo con scopi puramente difensivi, il castello ha cambiato pelle nei secoli, trasformandosi in una residenza nobiliare di altissimo pregio.

Passeggiando nel cortile, si nota un dettaglio curioso: pur sembrando un blocco unico e antico, l’ultimo grande restauro risale ai primi del 1900.

È proprio in quel periodo che venne aggiunta una delle due torri, armonizzandola perfettamente con lo stile medievale preesistente per regalare al castello quell’aspetto fiabesco che vediamo oggi.

Un viaggio tra arredi originali e sale da ricevimento

Entrare nel castello è come interrompere un banchetto o una partita a carte mai finita.

Gli interni sono riccamente decorati e conservano gli arredi originali, permettendoci di sbirciare nella vita quotidiana della nobiltà di un tempo.

Ecco cosa mi ha colpito di più durante il percorso:

  • La Sala da Pranzo e le Cucine: Ambienti che profumano di storia.
  • La Biblioteca: Un rifugio di silenzio con scaffali colmi di volumi antichi.
  • Lo Scalone d’Onore: Imponente e scenografico, conduce alle innumerevoli camere da letto del piano superiore.
  • Il tempo dello svago: La sala biliardo, i salottini e le sale da gioco raccontano di pomeriggi lenti e serate di gala.

La curiosità imperdibile

All’interno del castello si trova un piccolo teatro di burattini dei primi del ‘900. La cosa straordinaria? Furono realizzati a mano da un artigiano locale.

È un gioiello di artigianato popolare custodito in una cornice aristocratica, un contrasto che incanta grandi e bambini.

Un balcone sull’Oltrepò

Dopo aver esplorato le stanze, la visita si è conclusa nel giardino monumentale, circondato da un parco immenso.

È il punto più alto e panoramico della zona, un luogo dove lo sguardo può correre libero fino all’Appennino.