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Luci rosse nella Pavia di un tempo, la mappa scomparsa delle vecchie case chiuse del centro

Scorcio d'epoca di Via Longobardi a Pavia, vicolo delle antiche case chiuse.

C’era una volta una Pavia diversa, notturna e segreta, fatta di sguardi d’intesa, passi affrettati sul pavé e storie da non raccontare in casa.

Prima della famosa Legge Merlin del 1958, anche nella nostra città la prostituzione “ufficiale” aveva la sua mappa bene precisa, nascosta dietro persiane perennemente accostate e portoni apparentemente anonimi.

Se oggi passeggiamo per i vicoli del centro storico ascoltando l’eco della storia, possiamo divertirci a ricostruire la geografia di questa Pavia a luci rosse di un tempo. Facciamo un giro insieme.



Via dei Liguri: il mistero delle lanterne

Il nostro itinerario parte dal cuore pulsante della città, la maestosa Piazza Duomo.

Imboccando Via dei Liguri e scendendo verso la zona bassa, ci troviamo in quella che un tempo si dice fosse una delle vie a più alta densità di case di tolleranza. Si narra che ce ne fossero ben tre.

Subito sulla sinistra, si nota ancora oggi un cancello dall’ingresso un po’ cupo e riservato: proprio lì dietro si celava una di queste note abitazioni.

Per legge e per decenza pubblica, i bordelli non dovevano essere chiaramente riconoscibili con insegne o scritte.

Ma come facevano i frequentatori a individuarli senza commettere imbarazzanti errori? Il segreto era un piccolo dettaglio: una lanterna illuminata esposta all’esterno.

Piazza San Teodoro: sacro e profano

Continuando a scendere, si raggiunge la splendida Piazza San Teodoro, dominata dalla celebre basilica romanica.

Sembra un paradosso, ma proprio di fronte all’ingresso della chiesa sorgeva un’altra frequentatissima casa di tolleranza.

Ciò che rendeva unica questa struttura era il suo portone d’ingresso. Ai lati della porta si trovavano due statue in cotto, raffiguranti un uomo e una donna immortalati in atteggiamenti decisamente provocanti e inequivocabili.

Un invito fin troppo esplicito, proprio a due passi dal sagrato.



Via Longobardi

Lasciando San Teodoro e attraversando Strada Nuova, ci addentriamo in Via Longobardi.

Questa zona, data la sua immediatezza e vicinanza al fiume Ticino, era il punto d’approdo naturale per chi arrivava a Pavia per lavoro o per commercio.

La via era costantemente frequentata da diverse “signorine”.

La clientela qui era assai varia e vivace: mercanti, commercianti di passaggio, ma soprattutto marinai e battellieri del Ticino che, scesi dalle imbarcazioni dopo lunghe ore di fatica, cercavano un po’ di ristoro e compagnia.

Piazza Berengario: la fine di un’epoca

Un’altra punto di questa mappa a luci rosse si trovava all’angolo tra Piazza Berengario e Via Giovanni da Ferrera.

Questa casa chiusa è stata per decenni un punto di riferimento per i pavesi e i visitatori dell’epoca.

La sua storia, tuttavia, si è interrotta bruscamente con l’entrata in vigore della legge di abolizione dei bordelli: l’edificio venne infatti completamente abbattuto.

Oggi, al suo posto, sorge un moderno condominio che poco lascia presagire del passato spinto e movimentato di quell’angolo di strada.

Passeggiare per Pavia oggi significa anche questo: saper leggere tra le pietre dei vicoli le storie di una città che non c’è più, dove tra sacro e profano, la vita scivolava via all’ombra di una semplice lanterna accesa.