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San Siro, patrono di Pavia e la sua profezia che ha segnato la città (Torre Civica inclusa)

Ogni anno, il 9 dicembre,  Pavia si ferma per onorare il suo primo e più venerato vescovo: San Siro.

Questa figura storica e spirituale non è solo il patrono della città, ma il cuore di tradizioni secolari che uniscono fede e storia.

La celebrazione è un momento in cui l’orgoglio pavese emerge, tra solennità e aneddoti curiosi.

L’importanza storica di San Siro

San Siro è molto più di un santo locale; è il fondatore spirituale di Pavia.

Vissuto probabilmente nel III-IV secolo, la tradizione lo vuole investito direttamente da San Pietro, un dettaglio che conferisce alla diocesi pavese un legame apostolico di altissimo prestigio.

  • Fu lui a gettare le basi della comunità cristiana nell’antica Ticinum, operando in un contesto difficile.
  • Le sue sacre spoglie sono custodite nel Duomo di Pavia (la Cattedrale), un capolavoro rinascimentale che domina il centro storico.

La sua presenza è una costante che ricorda ai pavesi il loro ruolo di antica capitale del Regno Longobardo e di culla della cultura religiosa padana.



La cappella in Duomo

Le spoglie di San Siro riposano nel Duomo di Pavia.

Le sue reliquie, dopo un lungo peregrinare, sono state riportate nella cattedrale e ora sono custodite in una cappella a lui dedicata. Questa cappella è un’opera del Bramante, uno dei più grandi architetti del Rinascimento.

I resti di Siro sono collocati in un’urna ottocentesca di cristallo, metallo dorato tempestato di pietre e smalti (v. foto)

Il dolce

Come sanno bene tutti i pavesi, le pasticcerie della città, per tutto il periodo che precede il 9 dicembre, sfornano il dolce di San Siro.

I ‘sansirini’ sono gustosi dolci a base di Pan di Spagna al cacao, leggermente imbevuti di Rhum. Farciti con crema di burro alla nocciola, sono ricoperti da una glassa al cioccolato, con la scritta “San Siro”.

La maledizione di San Siro

Non meno popolare dei ‘sansirini’ è la maledizione di San Siro (Arecchi, ‘LA MALEDIZIONE DI SAN SIRO’).

Un sacerdote medioevale (Sante Sire), infuriato col clero, annunciò che la torre più alta della città sarebbe caduta di venerdì 17.

Come saprete la Torre Civica di Pavia crollò di venerdì 17 marzo del 1989.

Al di là delle interpretazioni leggendarie, il crollo della Torre Civica fu un evento tragico con conseguenze reali sulla vita della città.

La perdita di vite umane e i danni al patrimonio artistico hanno lasciato un segno profondo nella memoria dei pavesi.