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C’è un luogo segreto (e freschissimo) nel cuore di Pavia che racchiude un mistero di 1400 anni fa

Quando il caldo in città si fa sentire o si ha semplicemente voglia di fuggire dal trambusto della superficie, c’è un mondo sotterraneo che aspetta solo di essere scoperto.

Proprio sotto i nostri piedi, nel pieno centro di Pavia, esistono rifugi segreti, incredibilmente freschi, che permettono di fare un vero e proprio viaggio nel tempo.

Niente condizionatori, solo il fresco naturale del sottosuolo e il fascino della Pavia sotterranea attraverso due delle sue cripte più misteriose: Sant’Eusebio e San Giovanni Domnarum.



1. La Cripta di Sant’Eusebio: l’ultimo frammento dei Longobardi

La storia di questo luogo inizia intorno al VI secolo, circa 1400 anni fa.

La cripta è infatti tutto ciò che resta di un’antica e maestosa basilica longobarda.

Identificata come la cattedrale ariana ai tempi del celebre re Rotari (ricordata anche dallo storico Paolo Diacono nella sua Historia Longobardorum), sorge in un’area densa di storia, vicina al palazzo reale di Teodorico e dei sovrani longobardi.

Se oggi possiamo scendere in questo luogo unico lo dobbiamo a un mezzo miracolo. Sconsacrata nell’Ottocento, la chiesa sovrastante fu definitivamente abbattuta nel 1923 per fare spazio al Palazzo delle Poste.

La cripta fu l’unica a salvarsi, rimanendo però interrata e nascosta fino alla fine degli anni ’60, quando fu riportata alla luce e restaurata.

  • Com’è fatta: Si presenta come un ambiente a oratorio, con un unico vano suddiviso in cinque navattele coperte da volte a crociera.

  • Cosa vedere: Lo sguardo viene subito catturato dai celebri capitelli (unici nel panorama dell’arte longobarda) e dagli splendidi affreschi di stile bizantineggiante databili alla metà del XII secolo, che ritraggono santi, evangelisti e i frammenti di una Madonna con Bambino sulla parete di fondo.




2. La Cripta di San Giovanni Domnarum: il sepolcreto riscoperto

A poca distanza, un altro segreto sotterraneo giace sotto il pavimento dell’omonima chiesa. La Cripta di San Giovanni Domnarum risale a un arco temporale che va dalla metà del X all’inizio dell’XI secolo.

A causa di alcuni interventi nel 1611, questa cripta venne letteralmente sigillata e dimenticata, venendo utilizzata per secoli esclusivamente come ossario.

La sua riscoperta fu quasi romanzesca: il 18 aprile 1914, monsignor Faustino Gianani, seguendo i dettagli emersi da antiche fonti storiche, fece scavare un cunicolo dal cortile retrostante, riportandola finalmente alla luce dopo secoli di oblio.

  • Com’è fatta: Vi si accede tramite una scala sul lato nord della navata della chiesa. Durante i vecchi lavori di scavo venne rimosso per errore il lastricato originale; per questo motivo, il livello del pavimento attuale è più basso di quello medievale e corrisponde, incredibilmente, a quello di un antico ambiente termale romano.

  • Cosa vedere: La maggior parte dei sostegni è di forma trapezoidale, priva di capitelli, ma le due colonne che incorniciano l’altare riutilizzano pezzi più antichi (capitelli di spoglio) di età romana e longobarda. Sulle pareti si possono ancora scorgere affreschi che ritraggono santi locali e una scena, purtroppo molto compromessa, della vita di San Giovanni Battista.

Due veri e propri tesori di pietra e storia, nascosti nel sottosuolo pavese, che testimoniano il glorioso passato della città e offrono un’atmosfera sospesa nel tempo.