Pietre d’inciampo a Pavia e provincia in memoria dei cittadini deportati

Le ‘Pietre d’inciampo’ sono un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig.
Si tratta di ‘sampietrini’ in ottone, incorporati nel selciato stradale delle città, con i dati delle vittime di deportazione nei campi di sterminio nazisti. Le targe vengono posizionate nei pressi nell’ultimo domicilio conosciuto della persona deportata. 

E’ del 26 gennaio 2021 l’ultima installazione pavese, dedicata al partigiano Ludovico Zampiero, in piazza del Carmine all’altezza del civico 6.

In tutto a Pavia ci sono attualmente cinque pietre d’inciampo.
In Piazza Petrarca, all’altezza del civico 32, troviamo la pietra in memoria di Rosa Gaiaschi Pettenghi, la donna pavese che a 39 anni venne deportata con il figlio e il marito Mario che morì nel lager. Lei si salvò. 

In via Tortona 14 per ricordare Carlo Pietra, in via Rezia 22 per Luigi Bozzini e in via Vittorio Emanuele II 22 in memoria di Giovanni Alt.

Belgioioso

In via Giuseppe Garibaldi 54, sono ubicate quattro pietre d’inciampo in ricordo di Alter Nissan Sturm, Isaak Henoch Sturm, Jakob Lazar Sturm e Pessla Sturm Hauser.

Broni

Davanti all’ingresso dell’abitazione di Egisto Cagnoni, in via Emanuelli 48.

Cilavegna

In via Roma 38, una pietra d’inciampo vuole ricordare Giovanni Maccaferri.

Gambolò

In piazza del Municipio, si trova una pietra d’inciampo dedicata a Cotta Ramusino Paolo, 23 anni.

Garlasco

In Piazza Repubblica II  si vuole rendere omaggio a Pietro Gallione e Francesco Mazza, rispettivamente muratore e contadino, entrambi assassinati in lager in Germania.

Gravellona Lomellina

In Vicolo Giannini Clotilde, una pietra è dedicata a Clotilde Giannini, deceduta nel 1945 dopo essere stata deportata ad Auschwitz. Successivamente fu trasferita nel lager di Bergen Belsen, in Bassa Sassonia. Una volta liberata, morì per le conseguenze della prigionia.

Landriano

In Piazza G. Marconi 19, si ricordano i fratelli Bick, Sigismondo e Max e Sofia Bick, nati a Monaco di Baviera ma arrivati in Italia nel 1935, comparvero a Landriano nel 1938. Deportati ad Auschwitz, non tornarono mai più.

Mede

In Via A. Costa, si trova una pietra d’inciampo posta davanti all’abitazione di Carlo Nipoti.

Mortara

Davanti alla stazione ferroviaria si ricorda Cesare Capettini, anni 36, militante antifascista.

San Martino Siccomario

In via Rotta 24, abitava Ferruccio Derenzini, padre della scrittrice Lilia. Fu deportato da Trieste e imprigionato in un lager nazista a Dachau, ma riuscì a fare ritorno a casa il 29 luglio 1945.

Santa Cristina e Bissone

In via Vittorio Veneto, troviamo la pietra in memoria di Pietro Gatti, operaio antifascista della fabbrica Necchi, deportato morto in lager.

Varzi

In piazza del Municipio, sono presenti ben 5 pietre in memoria di Ugo Domenico Bozzi, Mario Casullo, e dei contadini Giacomo Centenaro, Antonio Degli AlbertiPoggi Antonio di anni 21, operaio e partigiano.

Vigevano

A Vigevano ci sono ben 4 pietre d’inciampo. Due in piazza Martiri della Liberazione a ricordare Santino Bonafin ed Ermes Testori. Una davanti all’istituto Benedetto Cairoli a ricordare il professore universitario e rettore del Collegio Ghislieri, Teresio Olivelli. Infine una pietra d’inciampo si trova in via del Popolo 11 davanti alla casa di Anna Botto.

Voghera

Di fronte al Liceo Ginnasio “Severino Grattoni” la pietra vuole ricordare Jacopo Dentici. Brillante alunno di quella stessa scuola, di famiglia antifascista, fu deportato a Mauthausen e successivamente nel sottocampo di Gusen dove morì.

Un vero e proprio “inciampo” nella routine frenetica che ci costringe a fermarci a riflettere, non solo il 27 gennaio, Giornata della Memoria.

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