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Questo angolo di Oltrepò è la sosta che mancava alla tua gita della domenica

C’è un luogo in Oltrepò Pavese dove il tempo sembra essersi fermato, protetto dai filari di vite e dal silenzio delle colline.

Se state percorrendo la strada che da Stradella porta verso Santa Maria della Versa, fermatevi a Canneto Pavese.

Qui, tra le vigne della frazione Monteveneroso, si nasconde un piccolo gioiello di pietra: il Pozzo di Sant’Antonio Abate.



Un tuffo nel Medioevo contadino

Il pozzo, risalente con probabilità all’epoca medievale, si presenta con una struttura in pietra e mattoni a vista, sormontata da una nicchia che un tempo ospitava l’effigie del Santo.

Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e delle campagne, non è stato scelto a caso: era a lui che i contadini si affidavano per proteggere il bestiame e garantire la salubrità delle acque.

Immaginate la vita di secoli fa: i viandanti che si fermavano per rinfrescarsi, i contadini che ne facevano il centro della vita sociale della frazione e le leggende che nascevano intorno alla sua profondità.



5 curiosità che rendono questo luogo unico

Per chi ama i dettagli e le storie meno note, ecco cosa rende speciale la visita al Pozzo di Sant’Antonio:

1. Il “Guardiano” delle Vigne

Il pozzo si trova esattamente sul limitare di alcuni dei vigneti più pregiati della zona (patria del celebre Buttafuoco).

È uno dei pochi esempi rimasti di “pozzo di devozione” rurale, dove l’architettura civile si fondeva con quella religiosa per benedire, attraverso l’acqua, l’intero raccolto circostante.

2. La nicchia vuota (ma non troppo)

Nella parte superiore del pozzo è visibile una piccola edicola.

Anche se oggi la statua originale di Sant’Antonio è stata spostata o perduta nel tempo, la struttura conserva ancora una carica spirituale fortissima.

Gli abitanti del posto dicono che, un tempo, lasciare un’offerta o un piccolo fiore selvatico nel pozzo garantisse protezione contro il “Fuoco di Sant’Antonio”.

3. Un punto panoramico “segreto”

Molti turisti corrono verso i punti panoramici più famosi, ma la vista che si gode dal Pozzo di Monteveneroso è una delle più autentiche.

Da qui lo sguardo spazia sulla Valle Versa, e nelle giornate limpide il contrasto tra il grigio della pietra antica e il verde smeraldo delle vigne è un paradiso per i fotografi.



4. La leggenda del cunicolo nascosto

Come ogni luogo medievale che si rispetti, non mancano le leggende locali.

Alcuni raccontano che il pozzo non fosse solo una riserva d’acqua, ma che potesse nascondere l’accesso a un antico cunicolo sotterraneo utilizzato per scappare verso il castello più vicino in caso di incursioni nemiche.

5. Una tappa del “trekking del vino”

Oggi il pozzo è diventato un punto di riferimento fondamentale per chi ama il trekking lento.

Si trova lungo percorsi che collegano le varie cantine della zona, rappresentando la sosta perfetta per riprendere fiato prima di risalire verso la cima della collina.



Consigli per la visita

  • Come trovarlo: Seguite le indicazioni per Vigalone e fermatevi a Monteveneroso. Il pozzo è facilmente individuabile lungo la strada comunale, affacciato direttamente sulle vigne.

  • Il momento migliore: Il tardo pomeriggio. La luce del tramonto che colpisce i mattoni del pozzo e accende i filari circostanti crea un’atmosfera magica.

  • Abbinamento perfetto: Dopo la visita, fermatevi in una delle cantine di Canneto Pavese per degustare un calice di Buttafuoco dell’Oltrepò, il vino “caldo e potente” che nasce proprio da queste terre.