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Panna, prosciutto e piselli: il risotto super cremoso che profuma di primavera (e di ricordi)

Il risotto prosciutto, piselli e panna è un primo piatto cremoso, che mi preparava sempre mia nonna.

Ricordo ancora quando in primavera arrivava il momento di cogliere i piselli nell’orto e non vedevo l’ora di gustarli in un bel piatto di risotto. Mia nonna utilizzava lo stesso condimento anche per la pasta.

Oggi come allora, il risotto prosciutto, piselli e panna è un mio cavallo di battaglia, anche se la praticità dei piselli surgelati ha preso il posto di quelli freschi, a scapito forse di un po’ di sapore.



Ricetta del risotto con prosciutto, piselli e panna:

(Per 4 persone)

  • Riso Carnaroli 350 g
  • 1 confezione di prosciutto a cubetti
  • Piselli q.b.
  • 1 confezione di panna da cucina
  • 1 scalogno
  • Grana padano da grattugiare q.b.
  • Burro 20 g
  • Olio
  • Vino bianco
  • Sale fino q.b.

Per prima cosa, preparate un buon brodo e tenetelo ben caldo sul fuoco. In una casseruola capiente, fate sciogliere una noce di burro e fate appassire lo scalogno tritato finemente a fuoco dolce, senza farlo bruciare.

Aggiungete i cubetti di prosciutto cotto e i piselli. Fate insaporire il tutto per un paio di minuti, mescolando delicatamente per far amalgamare i profumi.

Unite il riso Carnaroli e fatelo tostare per un minuto fino a quando i chicchi non diventeranno lucidi. A questo punto, iniziate a versare il brodo bollente un mestolo alla volta.

Continuate a mescolare con cura, aggiungendo altro brodo solo quando il precedente è stato completamente assorbito, portando il riso a cottura.

Quando il riso è pronto e ha assorbito la giusta quantità di brodo, incorporate due cucchiai generosi di panna da cucina direttamente nella pentola.

La mantecatura (il segreto finale): Spegnete il fuoco. Aggiungete il burro rimasto e una cascata di Grana Padano grattugiato.

Coprite con un coperchio per un minuto per far riposare e poi mantecate energicamente fino a ottenere quell’effetto all’onda super cremoso che fa venire l’acquolina in bocca.

Servite ben caldo in tavola e preparatevi a fare un salto indietro nel tempo al primo assaggio.