Se pensate di conoscere Pavia solo per il Ponte Coperto e l’Università, vi sbagliate di grosso!
A volte, le sorprese più belle sono quelle che si nascondono negli angoli più piccoli, dove non passa nemmeno la macchina.
Una domenica mattina, passeggiando in Borgo Ticino, incrociamo un vicolo alquanto curioso. Ci troviamo di fronte ad una delle strade più strette di Pavia.
Questa stretta traversa di Via Ponte Vecchio non supera probabilmente il metro di larghezza: è impossibile passarci in due.
Per tanti borghigiani è soprannominata la ‘Tombina’ e un tempo la via portava direttamente all’argine e ai boschi; ora purtroppo si sbuca in una proprietà privata.
Interessante notare che la stradina sia dedicata addirittura all’architetto del Ponte Coperto, Jacopo da Cozzo.
Proprio quando pensavo che il Borgo avesse vinto la sfida, ho scoperto il Vicolo Anfiteatro in Via Volta, in pieno Centro Storico (è quello in foto, anche se un pizzico meno angusto).
Raggiungendo Piazzetta Porta Palacense, questa via ti fa viaggiare indietro nel tempo, immaginando la vita di un’altra epoca.
Vi siete mai chiesti perché nell’antichità si costruivano vie così anguste? Non era pigrizia! Le vie che portavano al cuore delle città erano spesso ridotte al minimo per una ragione strategica: rallentare il nemico. Un vicolo così stretto rendeva quasi impossibile manovrare o attaccare in massa. Una vera e propria difesa urbana!
Queste stradine diventano spesso meta di turisti che amano farsi fotografare mentre le attraversano. Visitarle è un modo per scoprire angoli della nostra città meno turistici e poco frequentati.


