Pavia si conferma, oggi più che mai, la città della grande opportunità universitaria.
Con una mossa storica che sta già facendo discutere l’intero Paese, l’Università di Pavia è diventata ufficialmente il primo Ateneo in Italia a estendere la “no-tax area” oltre la soglia psicologica e strutturale dei 30.000 euro.
Il Consiglio di Amministrazione ha infatti approvato una rivoluzionaria riforma della contribuzione studentesca proposta dal Rettore Alessandro Reali.
L’Università sarà completamente gratuita per tutti gli studenti con un ISEE fino a 32.000 euro. Una svolta epocale, se si pensa che fino a oggi il limite massimo per l’esenzione totale era fissato a 23.000 euro.
Cosa cambia per gli studenti a Pavia. I numeri della rivoluzione
La riforma non è solo un bell’annuncio, ma un intervento massiccio che alleggerirà concretamente le tasche di migliaia di famiglie. Tradotto in percentuali, l’impatto sulla comunità studentesca è impressionante:
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Quasi la metà non paga: Grazie a questo provvedimento, ben il 45% degli studenti in corso (o fuori corso da un solo anno) non pagherà le tasse universitarie. Prima di questa riforma, la quota di esentati si fermava ad appena il 12%.
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Tasse ridotte per la maggioranza: Circa il 70% della popolazione studentesca totale beneficerà di una riduzione netta della tassazione rispetto al vecchio modello.
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Chi pagherà di più? Solo le fasce più alte: Oltre il 96% di coloro che vedranno un aumento della retta — aumento che l’Ateneo definisce comunque contenuto — appartiene alla fascia contributiva massima, ovvero con un ISEE superiore agli 80.000 euro.
Il Rettore Alessandro Reali: «L’eccellenza deve essere alla portata di tutti»
Visibilmente orgoglioso il Rettore dell’Ateneo pavese, Alessandro Reali, che ha commentato così il traguardo:
«Il fatto che l’eccellenza del nostro Ateneo, noto per la sua prestigiosa storia costruita sulle spalle di giganti come Volta, Golgi e Foscolo, possa essere gratuitamente a disposizione di così tanti studenti mi rende felice e orgoglioso. Il diritto allo studio è infatti un bene prezioso che va difeso e alimentato con convinzione».
Un segnale forte per il futuro di Pavia
Per una città-campus come Pavia, dove la vita quotidiana, la cultura e l’economia girano a doppio filo attorno alla popolazione universitaria, questa riforma è un volano pazzesco.
Non solo si tutela il diritto allo studio in un momento storico economicamente complesso per le famiglie, ma si rende Pavia una meta ancora più attrattiva e competitiva per i talenti di tutta Italia e dall’estero.
Insomma, se già prima c’erano mille motivi per scegliere di studiare all’ombra delle nostre torri medievali, da oggi ce n’è uno in più, decisamente imbattibile.

