4 curiosità sulla chiesa di San Mauro di Pavia, tra storia e leggenda

S. Salvatore, più comunemente conosciuto come Chiesa di San Mauro, fu fondata in epoca longobarda, nel 657 per volontà del re Ariperto

Nel 924 il complesso andò completamente distrutto.

Verso la metà del X sec, la Regina Adelaide rifondò la chiesa con un monastero benedettino.
In tempi più recenti, dalla seconda metà del ‘700, il monastero fu soppresso e l’intero complesso venne dato in cessione al Municipio di Pavia. Poco dopo, chiesa e convento furono dati in uso all’esercito che ne progettò addirittura la demolizione.

Qualche anno più tardi, la chiesa fu salvata grazie all’intervento del Governo che la rilevò e la dichiarò ‘Monumento Nazionale’Solo nel 1901, la chiesa fu riaperta al culto.

San Salvatore e San Pietro in Ciel d’Oro possono essere considerati monasteri imperiali, dove trovarono ospitalità re e imperatori quando risiedevano a Pavia. San Salvatore ospitò anche Federico Barbarossa, incoronato poi nella basilica di San Michele maggiore.

Mausoleo longobardo

La chiesa di S. Salvatore fu costruita per volontà del re Ariperto, che volle creare un piccolo oratorio, per la sepoltura sua e dei suoi discendenti.
All’interno della chiesa sono ancora visibili almeno 4 lastre tombali, riferibili a sovrani longobardi: Ariperto I (661), suo figlio Pertarito (692), Ariperto II (712) e il nipote Cuniperto.

Una leggenda narra che anche le ceneri della regina Adelaide dovrebbero riposare qua.

Chiesa e caserma

Nel 1800 l’edificio dell’antica basilica e i suoi due chiostri divennero caserma, prima chiamata San Salvatore, poi Caserma Rossani.

La chiesa di San Salvatore e l’annesso monastero furono in deposito militare. Il locali della basilica furono prima dormitorio, poi deposito, e ad un certo punto luogo per il vestiario delle truppe.

Piccolo e grande chiostro

Il piccolo chiostro e il grande chiostro, nonostante siano abbandonate da una quindicina d’anni dopo la chiusura della caserma, mantengono straordinarie decorazioni, piedritti, arcate, e lavorazioni in terracotta del pieno rinascimento, che richiamano le lavorazioni della Certosa di Pavia. Da questo luogo derivano formelle di marmo straordinarie che sono state salvate e portate ai Musei Civici.

Nel grande chiostro sono ancora ben visibili sulle porte i nomi dei vari locali adibiti all’esercito: armeria, infermeria..

Con la croce, sulla destra, è ancora visibile il locale Infermeria

Associazione Onlus Piccolo Chiostro

Nata nel 2016, l’Associazione si batte per finanziare la ristrutturazione del piccolo chiostro e porta avanti numerose opere di misericordia svolte dalla parrocchia. La Mensa del Fratello dà da mangiare a circa 80 persone al giorno, l’Armadio del Fratello aiuta le persone in difficoltà a trovare abiti da indossare, viene data assistenza alle famiglie in crisi.

Purtroppo questo patrimonio della nostra città è ora preda dell’incuria e del degrado, ma qualcosa si sta muovendo. Grazie alle donazioni dei fedeli, sono stati raccolti più di 30.000 euro ed è notizia di pochi giorni fa, che la Regione Lombardia ha messo a disposizione 1.000.000 di euro per ristrutturare il piccolo chiostro.

In questo spazio di circa 800 metri quadrati, dovrebbe nascere una nuova sede della Caritas, un museo, una scuola di restauro. Ma anche un centro d’ascolto permanente, una foresteria per i pellegrini della via Francigena, un istituto tecnico superiore per tecnologie innovative per i beni e le attività culturali.

Per chi volesse dare un contributo o dedicare un po’ del proprio tempo agli altri, visitate il sito internet dell’Associazione piccolochiostro.it

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