Palio dell’Agnolotto, i ristoratori organizzano un delivery di beneficenza

I ristoratori del Palio dell’Agnolotto si riuniscono per un progetto solidale sul territorio

A causa dell’emergenza coronavirus, “Il Palio dell’Agnolotto” che avrebbe dovuto tenersi il 26 aprile scorso presso a Borgo Priolo, non si è potuto svolgere.

Nato nel 2018 sotto la guida e la passione degli chef Fabrizio Ferrari e Silvano Vanzulli, l’evento consiste in un concorso culinario che ha come protagonista la tipica pasta fresca ripiena. Grazie alla collaborazione con la Onlus Chicco per Emdibir, la sfida contribuisce a combattere la malnutrizione in Etiopia.

Per due anni, una ventina di ristoranti hanno gareggiato per cucinare il miglior agnolotto dell’Oltrepò, sottoponendosi ad una giuria composta da chef di rilievo

Il virus ha bloccato la terza edizione 2020, ma non ha fermato l’inventiva e la coesione! Il gruppo ha pensato ad una formula speciale di “Delivery”, per regalare un momento di felicità, mediante la buona cucina, a chi in questo momento è più in difficoltà: anziani, chi ha perso un lavoro, famiglie numerose e mense.

A partire da lunedì 18 maggio 2020, è stato organizzato un calendario di consegne, insieme ai Comuni di Pietra De’ Giorgi, Zavattarello e Romagnese. In tempi rapidi, i volontari comunali distribuiranno 8kg di agnolotti preparati dai quattro locali partner dell’evento che han per primi aderito all’iniziativa:

  • “Boccapane” (Ruino),
  • “Calice dei Cherubini” (Montecalvo Versiggia),
  • “Cella di Montalto” (Montalto Pavese) e
  • “Ristorante Ad Astra” (Santa Maria della Versa). 

Il gruppo de “Il Palio dell’Agnolotto” ha riunito eccellenze del territorio come: “Corte Montini”, “La Pineta”, “Il Melo Rosso”, “Antica Trattoria Del Ginepro”, “Osteria del Giuse”, “Il Feudo Nico”, “La Pernice Rossa”, “Buscone”, “Osteria Pappa e Cena”, “Ristorante Selvatico” e il “Ristorante Sasseo”.

Questa attività evidenzia la volontà di aiutare le persone più a rischio dando visibilità alle attività ristorative fortemente danneggiate dal lockdown, un’iniziativa per ricominciare a promuovere il territorio dell’Oltrepò Pavese.

“È un modo per sottolineare l’importanza dell’unione e della comunione d’intenti a sostegno dei più deboli, – ha dichiarato il gruppo – ma anche l’opportunità per rafforzare le radici col nostro territorio, perché nessuno si salva da solo”.

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