‘Ris cui urtis’: ricetta tipica pavese

Gli ‘Urtis’ sono una tipica prelibatezza primaverile tipica delle regione settentrionali.

Nella zona del pavese, questa pianta sorge spontanea in riva ai fossi, lungo il Naviglio o sulle rive del Ticino. Durante i mesi di aprile e maggio capita di vedere persone che si addentrano fra i rovi alla ricerca di questo  frutto della natura.

Noi, in dialetto pavese, li chiamiamo ‘urtis’, nome che le lega alle ortiche, le foglie sono infatti molto simili e pizzicano. Alcuni li chiamano asparagi selvatici, ma l’unica cosa che hanno in comunque è il fatto di essere germogli. In realtà si tratta di germogli di luppolo selvatico e appartiene alla stessa famiglia di erbacee che in Germania viene utilizzata per fare la birra.

Urtis – Asparago selvatico

Hanno un sapore deciso e amarognolo e i getti di luppolo selvatico sono tanto più gustosi quanto più sono grossi.
Sono un alimento alle molteplici proprietà: tonificanti, rinfrescanti, sedative, diuretiche e lassative, stimolano le funzioni epatiche, insomma un pieno di gusto e di salute.

Ricetta Risotto con urtis

Ingredienti (per 4 persone)

  • 320 g Riso Carnaroli – Azienda Agricola RAMAIOLI
  • 1 mazzo di Urtis
  • Pinot Nero Oltrepò Pavese DOC
  • Brodo vegetale
  • 1 cipolla
  • Grana padano da grattugiare
  • 20 g burro
  • Sale fino q.b.
  • Pepe nero q.b.

Preparazione
Fate rosolare una cipolla tritata con il burro. Una volta che la cipolla sarà dorata aggiungete trecento il riso Carnaroli e mescolate. Innaffiate il tutto con il vino bianco, mescolate nuovamente finché non evapora.

Aggiungete il brodo, unite gli ‘Urtis’, che avrete prima sciacquato e lasciato in acqua qualche minuto, e portate a cottura il riso (15-18 minuti).

Prima di togliere dal fuoco il risotto con urtis, mantecate con una noce di burro e impiattate.

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