10 paragoni in dialetto pavese che hai sentito almeno una volta nella vita

Spesso nelle frasi in dialetto pavese, per rafforzare i concetti di una frase o un’accezione negativa o positiva nei confronti di una persona, si utilizzano dei paragoni o similitudini naturali con qualcosa di specifico che le persone già conoscono.

Quatarob Pavia ha raccolto i 10 migliori paragoni pavesi, tutti rigorosamente in dialetto:

Long ‘me la fam

(Lungo come la fame)
Si dice quando ad esempio si è seduti a tavola in famiglia e uno è lento a mangiare.

Dür ‘me ‘l mür

(Duro come il muro)
Quando si chiede alla gente di non uscire di casa, c’è sempre qualcuno che fa di testa sua.

Fat ‘me l’acqua

(Insipido come l’acqua)
Capita di incontrare certa gente leggera, con pochi valori e la si saluta in fretta.

Mol ‘me un figh

(Molle come un fico)
Tipico di quelle persone che non reagiscono di fronte a momenti difficili.

Cativ ‘me ‘l pevar

(Cattivo come il pepe)
Sono le persone da evitare, con caratteri difficili.

Pien ‘me un öv

(Pieno come un uovo)
Avete presente il classico pranzo di Natale? Così è come ci si sente alla fine.

Bel me ‘l su

(Bello come il sole)
E’ la tipica frase che le nonne dicono ai loro nipoti che li vedono sempre belli.

Sec ‘me un ciod

(Secco come un chiodo)
Quando una persona è molto magra.

Sicür ‘me l’or

(Sicuro come l’oro)
Quando si ha la certezza che qualcosa avvenga.

Gram ‘me ‘l rud

(Cattivo come l’immondizia)
Quelle persone cattive d’animo.

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