Passeggiando per i giardini del Castello Visconteo di Pavia, l’attenzione dei visitatori è spesso catturata da un dettaglio curioso e inaspettato: una scultura che raffigura due cani in una posa fiera e attenta.
Non si tratta di semplici opere decorative, ma di un vera e propria “statua dei cani da caccia“, un omaggio che custodisce un enigma storico e una storia affascinante.
Le due sculture sono posizionate in maniera simmetrica su di un piedistallo, quasi come se stessero facendo la guardia all’imponente fortezza.
La loro fattura è dettagliata e realistica: i muscoli tesi e lo sguardo fisso sembrano pronti a balzare in avanti.
Ma chi ha voluto questo monumento e quale scopo aveva in origine?
Grazie ai nostri attenti lettori, siamo riusciti a scoprire che i due cani in bronzo, un bracco e uno spinone, sono un’opera di Ernesto Coppaloni.
L’artista, che era anche un allevatore di cani razza pointer, ha realizzato una statua simile anche ad Ancona, raffigurante un setter e un pointer.
I cani pavesi, invece, gli furono commissionati dall’avvocato Griziotti.
La prossima volta che visiterai il Castello Visconteo, soffermati ad ammirare questi due guardiani silenziosi.

