Tutti siamo capaci di alzare lo sguardo sulla maestosa facciata della Basilica di San Michele Maggiore a Pavia.
Ci perdiamo a contare i draghi, i centauri e le lotte tra il bene e il male scolpite in quella pietra arenaria che, purtroppo, il tempo si sta mangiando un po’ alla volta.
Ma quanti di voi, camminando lungo il fianco della chiesa, si sono fermati a osservare i bassorilievi incastonati nelle pareti laterali?
Oggi vi portiamo a scoprire un piccolo gioiello “nascosto” sul lato meridionale della Basilica (quello che guarda verso il Ticino): il bassorilievo dell’Annunciazione.
Un pezzo di storia a portata di sguardo
Mentre la facciata principale è un tripudio di movimento e simbolismi guerrieri, questo rilievo ci regala un momento di estrema calma.
Nonostante i secoli e l’erosione della pietra, le figure emergono ancora con una dignità incredibile:
- Arcangelo Gabriele: A sinistra, lo vediamo arrivare con le ali spiegate. Non è un ingresso timido; è il messaggero divino che porta la notizia che cambierà la storia.
- Vergine Maria: A destra, Maria è seduta su un trono. Non è rappresentata come una semplice ragazza, ma con la regalità tipica dell’iconografia romanica. È il momento del fiat, dell’accettazione.
Perché si trova lì
Spesso ci dimentichiamo che nel Medioevo le pareti esterne delle chiese erano la “Bibbia dei poveri“.
Chi non sapeva leggere imparava le storie sacre camminando intorno all’edificio.
Inserire l’Annunciazione sul lato della chiesa significava benedire il percorso dei fedeli e ricordare loro l’inizio della Redenzione proprio mentre si avvicinavano all’ingresso.
Il consiglio di Quatarob Pavia: La prossima volta che passate da San Michele per la solita passeggiata, non tirate dritto verso la facciata.
Fermatevi un secondo sul fianco destro, cercate l’angelo e la Madonna tra i blocchi di pietra e provate a immaginare quanti pavesi, negli ultimi 900 anni, hanno posato lo sguardo esattamente dove lo state posando voi.

