Dopo mesi di attesa, oggi 10 febbraio 2026 riaprono finalmente i battenti della Biblioteca Civica Bonetta.
Situata nello splendido Palazzo Malaspina, la biblioteca era rimasta chiusa dai primi di ottobre a causa di problemi che purtroppo molti edifici storici conoscono bene: infiltrazioni d’acqua e l’invadenza dei piccioni.
La notizia della riapertura è un sospiro di sollievo per la città, frutto di un intervento tampone necessario per restituire il servizio ai cittadini in attesa della vera “grande opera” di restyling.
Un investimento da 600mila euro per il futuro
Se oggi si torna a studiare tra quelle mura, il merito va a un piano d’azione che guarda lontano.
A novembre è stato infatti approvato uno stanziamento di 600.000 euro per una ristrutturazione definitiva e risolutiva, attesa ormai da decenni.
Cosa succederà nei prossimi mesi?
-
Estate 2026: Tra fine giugno e inizio luglio partiranno i lavori pesanti.
-
Gli interventi: Rifacimento del tetto, revisione della struttura portante, sistemazione dei pluviali e restauro della facciata.
-
La bella notizia è che gran parte dei lavori verrà eseguita in modo da non pregiudicare l’apertura, garantendo la continuità del servizio.
Nel frattempo, per evitare nuovi intoppi, è stato programmato un monitoraggio costante e pulizie periodiche in accordo con la Direzione della biblioteca e il settore Cultura.
La sfida di intervenire su un palazzo del ‘700
Lavorare su Palazzo Malaspina non è come ristrutturare un condominio moderno.
Essendo un edificio del XVIII secolo, ogni singolo chiodo deve passare al vaglio della Soprintendenza.
Come sottolineato dall’Amministrazione, su questi edifici si può “correre” solo fino a un certo punto: la burocrazia e la tutela del bene storico richiedono tempi tecnici che non si possono ignorare.
Più di una biblioteca: un tesoro intergenerazionale
La Bonetta non è solo scaffali e scrivanie.
Palazzo Malaspina ospita anche l’Archivio Storico, uno scrigno che custodisce la memoria documentale di Pavia e preziosi archivi donati dalle famiglie nobiliari.
Un dettaglio affascinante? Basta alzare lo sguardo al soffitto di una delle sale: l’orientamento delle finestre rivela che quello era l’atelier del Marchese Malaspina. Uomo di sconfinata cultura, il Marchese credeva nell’arte accessibile a tutti.
Oggi, la biblioteca continua quella missione: essere un luogo d’incontro, di studio e di discussione dove diverse generazioni si incrociano ogni giorno.
Bentornata Bonetta, ci sei mancata!

