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Un capolavoro rinascimentale straordinario che merita di essere visitato almeno una volta nella vita

La Certosa di Pavia non è solo un complesso monumentale, è un’esperienza che incanta e arricchisce, un luogo che merita di essere visitato almeno una volta nella vita. Un capolavoro che lascia a bocca aperta per la sua straordinaria bellezza e la profondità della sua storia.

La facciata della chiesa è un vero e proprio trionfo di dettagli: statue, nicchie, cornici e bassorilievi che raccontano storie secolari.

Osservarli attentamente è un’attività che assorbe completamente, e vi sfidiamo a cercare un particolare curioso: le teste staccate dei bassorilievi.

Si narra che siano state portate via dai soldati di Napoleone come cimeli di guerra, aggiungendo un velo di mistero e leggenda a questo luogo già così affascinante.

Per apprezzare appieno la chiesa e la sua storia, consigliamo vivamente una visita guidata accompagnati da uno dei Monaci Certosini che ancora oggi vivono il complesso.

È un’opportunità unica per cogliere non solo gli aspetti architettonici e artistici, ma anche per scoprire i tratti salienti della vita monastica che si è succeduta tra queste mura.

Le visite non sono prenotabili; è sufficiente attendere al cancello all’interno della chiesa l’arrivo di un frate che formerà e condurrà il gruppo.

L’ingresso è gratuito, ma al termine della visita è sempre gradita un’offerta a beneficio dei Certosini, un gesto di supporto per la gestione e la conservazione di questa meraviglia.

Pronti a lasciarvi incantare dalla Certosa e dai suoi segreti?

Frati curiosi

Una volta varcata la porta del monumento provate a trovare gli affreschi che mostrano frati che si affacciano da varie parti della chiesa.

Grazie ad un’illusione ottica o trompe l’oeil sembra che seguano i visitatori con lo sguardo.

Coro Ligneo

Il Coro ligneo (visibile durante la visita) è il luogo dove i frati pregavano.

Le preghiere duravano circa 3 ore e i Monaci potevano stare un po’ in piedi, un po’ seduti e un po’ semi-in piedi, dato che ogni scranno è dotato di una piccolo appoggio che permetteva di stare in piedi ma comunque di appoggiarsi e di riposarsi.

Inoltre erano presenti dei pomelli rotondi che d’inverno, venivano riempiti di cenere calda per scaldarsi le mani dal freddo.

Un particolare da notare sono le piastrelle che riportano due tipi di incisioni: GRA e CARGRA sta per Gratiarum e CAR sta per Carthusia, ovvero Certosa.

Refettorio

Il refettorio è l’elemento più antico del complesso e i Monaci potevano mangiarvi solo nei giorni festivi.

Da ammirare i due capolavori quali la Madonna con Bambino di Bergognone e l’affresco dell’Ultima Cena di Ottavio Semino.

Opera ben più completa della ben più nota Ultima Cena di Leonardo Da Vinci a Santa Maria delle Grazie (a nostro modesto parere anche più bella).

Chiostri

Nel complesso monumentale sono presenti due chiostri, visibili solo durante la visita.

In quello più grande sui tre lati sono disposte le 24 celle per la clausura dei monaci.

Oggi ne sono abitate solo 6 dai frati che si occupano della struttura.

Museo della Certosa

A metà del lato destro del giardino, è presente il Museo della Certosa.

Al piano terra sono esposti circa 200 calchi in gesso dei rilievi della facciata, dei chiostri e di altre parti del monastero. Al primo piano si trovano paramenti, sculture, pale, dipinti su tavola, altorilievi marmorei ed i ritratti dei Visconti e degli Sforza.

Oltre alle sculture e ai dipinti prima dell’entrata del museo è possibile vedere i tabelloni raffiguranti le erbe officinali coltivate nei giardini della Certosa.

Per ultimo fate un giro nel negozio del frati dove è possibile acquistare i loro prodotti: liquori, miele, tisane, caramelle alle erbe.

Fonte Immagine: Depositphotos