Emergenza Coronavirus, in Lombardia stop a cantieri, uffici pubblici e sport all’aperto

Nuovo giro di vite alle limitazioni di attività e circolazione in Lombardia.

Dopo gli ultimi dati sui contagi, purtroppo ancora non positivi (in Lombardia i pazienti positivi sono 25.515, 3.251 in più rispetto a venerdì), la Regione, d’accordo con i sindaci del territorio, con le associazioni di categoria e con le parti sociali, ha emanato un’ordinanza con la quale vengono disposte “nuove stringenti limitazioni per contrastare la diffusione del Coronavirus“.

L’ordinanza entra in vigore da domenica 22 marzo e produce effetto – “salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione della situazione epidemiologica” – fino al 15 aprile. Le nostre autorità sanitarie ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare“, ha detto Fontana motivando le misure contenute nella nuova ordinanza. 

L’ordinanza mantiene aperte solo le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i supermercati, “ma deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.

Viene decretato il fermo delle attività nei cantieri edili e il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente. E arriva un’ammenda fino a 5000 euro per chi non rispetterà “il divieto di assembramento nei luoghi pubblici – fatto salvo il distanziamento.

Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea“, si legge ancora nell’ordinanza che include anche “la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza. Gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza

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