La strana storia del nano del ponte di Pavia

A Pavia nella seconda metà dell’Ottocento c’era una figura molto popolare.

Si tratta di Luigi Cella, meglio noto anche come ‘il nano del Ponte’ o “al nanei ad Strà Noeva”. Era un mendicante, affetto da nanismo, che con il suo mandolino chiedeva l’elemosina nei pressi del Ponte Coperto.

Luigi Cella era così’ popolare in città che alcuni negozi vendevano litografie con la sua immagine di fianco al Ponte Coperto. C’è anche una dipinto di Ezechiele Acerbi, conservato presso il Museo di Storia dell’Università, che ritrae una veduta della città che ha spinto sulla cornice un ritratto di Luigi Cella.

Pare che il professore anatomista Giacomo Sangalli l’avesse adocchiato come ‘esemplare’ per il Museo di Anatomia Patologica. Di qui la reazione dell’uomo che fuggiva impaurito, ogni volta che gli si gridava: ”Arriva Sangall!”.

Spesso deriso dai giovani del paese per il suo difetto fisico e le sue balbuzie, morì al’età di 66 anni. Oggi il suo scheletro, alto 95 cm, è conservato presso il Museo di Storia dell’Universitàdi Pavia.

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