Cantine Montelio in Oltrepo Pavese, la storia del vino baciato dal sole

In occasione delle Cantine Aperte nel giorno di San Martino abbiamo visitato la Tenuta Montelio a Codevilla.

Non siamo esperti di vino ma ci definiamo ‘enocuriosi’. Siamo sempre alle ricerca di storie che ruotano intorno a queste storiche cantine, come quella raccontata da Edoardo, 25 anni, figlio di una delle attuali proprietarie dell’azienda, le sorelle Brazzola. Fa piacere vedere come siano molte ormai le aziende dell’Oltrepò Pavese che, grazie alla passione e alla preparazione dei giovani, si muovono su nuovi mercati e vanno alla riscoperta delle tradizioni.

E’ il caso delle bollicine di qualità che l’azienda, dopo tanti anni, vuole rilanciare nella sua produzione. Correva infatti l’anno 1886 quando il Principe Luigi di Savoia varò la nave militare “Vesuvio” con una bottiglia di Champagne Montelio. Oggi lo spumante metodo classico sta rinascendo ma occorre avere pazienza: “Dovremo avere pazienza e aspettare il 2022 per le prime bottiglie perché il pinot nero in purezza ha bisogno di molto affinamento” ci racconta Edoardo.

La nostra visita della cantina è partita dal cortile dell’azienda che era stata l’antica sede della grangia (granaio) del Monastero del San Senatore, fino a quando nel 1803 Angelo Domenico Mazza acquistò i terreni che Napoleone aveva sottratto al clero.

Nel 1848 viene avviata ufficialmente l’attività di imbottigliamento e vendita dell’azienda Montelio, ancora oggi portata avanti dagli eredi della famiglia.

Nella parte iniziale della visita ci siamo recati nei vigneti. La prima cosa che salta all’occhio, è il casotto a forma esagonale che svetta sulla cime della collina e che deve il suo nome all’azienda. In questo edificio del 1700, l’ingegner Mazza era solito sorseggiare i suoi vini e lo chiamò Montelio (dal greco: collina del sole). Questa collina nell’arco della giornata era sempre baciata dal sole.

Successivamente la visita è proseguita nei sotterranei delle “cantine storiche” dell’azienda che ospitano botti di rovere francese per l’affinamento dei prodotti di maggior pregio e bottiglie di vino destinate alla commercializzazione. 7 metri sotto il livello della strada siamo scesi nel caratteristico ‘Infernot’, un ambiente facente parte dell’antico monastero utilizzato nei secoli scorsi come “ghiacciaia”. Oggi qui vengono conservate le annate migliori e le bottiglie più importanti per la famiglia.

Per vivere un’esperienza completa presso l’antica tinaia della Tenuta Montelio è possibile fare degustazioni, previa prenotazione.

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