Un pezzo di storia, scienza e bellezza della Lombardia torna a risplendere e ottiene un prestigioso riconoscimento mediatico.
L’Orto Botanico dell’Università di Pavia, fondato nel lontano 1773, ha finalmente riaperto le sue porte al pubblico dopo un intenso restauro ed è ora celebrato dalla stampa di settore.
Il suo splendore è infatti al centro di un bellissimo articolo uscito nel numero di ottobre 2025 della rivista Gardenia.
L’Orto, il più antico della Lombardia, è stato oggetto di un meticoloso progetto di recupero durato un anno, con l’obiettivo di preservare la maestosità della struttura storica (visibile nella sua facciata arancione) e rinnovare il patrimonio vegetale.
La menzione su Gardenia, testata di riferimento per gli appassionati di giardini, sottolinea il valore culturale e botanico del luogo.
Un investimento di 2 milioni
Il complesso progetto di recupero è stato sostenuto da un importante finanziamento totale di 2.000.000 di euro, riportando la struttura, le Serre Scopoliane e il giardino al loro antico splendore.
Dopo i lavori, l’Orto si presenta come un “Orto ritrovato”, con collezioni botaniche arricchite, un bambuseto e una torbiera per le piante carnivore.
Il restauro è stato curato dal team dell’Università di Pavia, guidato dal curatore dell’Orto Nicola Maria Giuseppe Ardenghi e dalla direttrice Silvia Assini.
L’articolo dedicato non solo celebra il successo del restauro, ma illustra la ricchezza delle collezioni ripristinate, rendendo l’Orto Botanico di Pavia una tappa imperdibile per tutti gli amanti del verde in questo autunno.
L’Orto torna così ad essere un fondamentale centro di ricerca e didattica per l’Università e un gioiello verde per la città.

