Pavia, al Mondino nuove prospettive di cura per il Parkinson

Il 31 gennaio 2020, per la prima volta in Italia, è stato impiantato su un paziente affetto da malattia di Parkinson un nuovo sistema di neurostimolazione – il neurostimolatore Percept™ PC con la tecnologia BrainSense™.

L’intervento è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra il Centro Parkinson della Fondazione Mondino e la Neurochirurgia Funzionale dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, che rappresentano da 20 anni un punto di riferimento nazionale per la DBS (deep brain stimulation – stimolazione cerebrale profonda) nella Malattia di Parkinson.
Il nuovo sistema apre nuove frontiere per la cura dei pazienti parkinsoniani.

Una rivoluzione nella stimolazione cerebrale profonda

Il neurostimolatore Medtronic Percept™ PC è l’unico sistema di stimolazione cerebrale profonda dotato di tecnologia BrainSense™ in grado di rilevare “on-line” l’attività dei neuroni cerebrali direttamente dagli elettrodi impiantati mentre si somministra la terapia (stimolazione elettrica) a pazienti con malattia di Parkinson. Questo metodo consente un monitoraggio continuo degli eventi cerebrali in “real-life”.

I segnali possono essere registrati e memorizzati sul dispositivo: il tracciamento dell’attività cellulare consente una correlazione con lo stato clinico, con eventuali effetti collaterali associati alla terapia farmacologica e con eventi della vita quotidiana segnalati dal paziente. In base a questi dati, il medico può regolare le impostazioni di stimolazione.
“Questo dispositivo è un punto di svolta – spiega il dott. Claudio Pacchetti, direttore del Centro Parkinson della Fondazione Mondino – ci avvicina davvero all’idea di una medicina personalizzata e rappresenta un passo significativo verso una nuova tipologia di stimolazione cerebrale che in futuro si adatterà autonomamente alle richieste di benessere del paziente”.

“Questo nuovo dispositivo consente di registrare l’attività del nucleo in cui è posizionato l’elettrodo permettendoci di ottimizzare la terapia e la programmazione dello stimolatore, dandoci la possibilità di stabilizzare le condizioni generali del paziente ed evitare le fluttuazioni giornaliere tipiche della malattia di Parkinson” – conclude il dott. Domenico Servello, responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.

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