“Aiutiamoli ad aiutarci”: anche Amazon e Coca Cola per un aiuto concreto al San Matteo

Oggi è stata fatta la seconda consegna di prodotti destinati agli operatori sanitari di Malattie Infettive, Pronto Soccorso, Pneumologia, Rianimazione 1 e 2, Microbiologia e Virologia, e il 118.

L’iniziativa, ideata e gestita da “Aiutiamoli ad aiutarci”, il gruppo di cittadini pavesi nato con il proposito di coinvolgere le aziende a donare prodotti disponibili nell’immediato, ha riscosso un notevole successo e gradimento, oltreché per l’idea di fornire prodotti utili “Qui ed ora”, anche per la formula di consegna. Le merci infatti, già suddivise in base al numero di addetti, vengono consegnate direttamente ai singoli reparti sgravando così la struttura organizzativa del Policlinico dalla redistribuzione.

La consegna di oggi, grazie alle numerose adesioni, è stata fatta in due blocchi e in orari differenti per evitare sovraffollamenti di mezzi davanti ai reparti: le merci vengono scaricate davanti ai reparti e ritirate dagli operatori sanitari, senza alcun contatto tra loro e i corrieri.

Moka Sir’s, Riso Scotti e Galbani, sono state le prime aziende a contribuire con donazioni alimentari (andranno avanti fino alla fine dell’emergenza), e oggi hanno consegnato il secondo carico. Questa settimana si sono unite anche multinazionali come Coca-Cola e Amazon Logistics:

“Siamo stati contattati dalla sede italiana di Coca-Cola, che ci ha chiesto di offrire il loro prodotto ‘per dare un po’ di energia agli operatori sanitari’- spiega Claudia Rocchini, fondatrice e coordinatrice di Aiutiamoli ad AiutarciHanno così consegnato 14 bancali di casse suddivise tra Coca-Cola Original Taste, Coca-Cola Zero Zuccheri, Coca-Cola Energy, Coca-Cola Energy Zero, Coca-Cola Coffee Plus, Fanta Original, FUZETEA e le acque Lilia e Sveva”.

Non solo prodotti alimentari. Aiutiamoli per Aiutarci ha contatti frequenti con i referenti dei reparti per raccogliere le necessità che via via si presentano.

E’ anche arrivato un contributo economico di Amazon Logistics, l’azienda che gestisce tutti i depositi di smistamento di Amazon in Italia. La somma è stata destinata all’acquisto di 70 cuffie con microfono per rinnovare la dotazione degli operatori del 118, 500 custodie impermeabili per smartphone necessari per proteggere i dispositivi da contaminazioni (attualmente gli operatori li inseriscono in sacchetti di plastica usa e getta), 400 creme mani, 250 creme viso/corpo.

“Aiutiamoli ad Aiutarci non gestisce né promuove raccolte fondi – puntualizza RocchiniAmazon Logistics ha colto in pieno il nostro spirito: l’Azienda ha svolto un sondaggio interno tra i depositi raccogliendo sì denaro, ma con vincolo di destinazione d’uso, cioè offrendolo per l’acquisto sulla sua piattaforma dei beni richiesti e occupandosi della consegna diretta”.

“In questo momento difficile abbiamo voluto dimostrare la vicinanza dei dipendenti di Amazon Logistics a medici, infermieri e personale sanitario, che stanno facendo un lavoro straordinario per la nostra comunità” – dichiara Paolo Coletti, responsabile dei depositi di smistamento Amazon Logistics per il Nord Italia. 

Tra gli altri donatori anche Kemon (azienda italiana che si occupa di ricerca e sviluppo di prodotti per capelli) che ha offerto 800 confezioni di shampoo corpo e capelli e Farmaderbe, (azienda di ricerca e sviluppo di prodotti fitoterapici), che ha donato 180 tubi di creme per mani.

L’associazione MyLife Onlus ha invece raccolto la richiesta di aiuto di Rianimazione 2 e ha donato 20 walkie-talkie (in assenza di interfono è l’unico modo per medici e infermieri di comunicare rapidamente in caso di emergenza, senza essere costretti a entrare e uscire dalle zone isolate), 20 sveglie da comodino per carrelli sanitari (mancano orologi da parete ed è necessario controllare l’ora per le terapie), 20 taglia pastiglie, 15 nebulizzatori spray vuoti per soluzioni disinfettanti e anche 100 pile.

“Numerosi anche i fornitori locali: nei reparti c’è un bisogno industriale di caffè. – Spiega sempre Claudia – Moka Sir’s  oggi ha consegnato una nuova fornitura di 3000 capsule e 90 chili di caffè solubile in lattina da 750 grammi, hanno aderito anche alcune torrefazioni locali come Caffè Janko, che ha donato 53 confezioni da un chilo di caffè macinato, e Industrie riunite del caffè con i marchi Medaglia d’oro e Caffè Tubino che hanno offerto 33 chili di caffè macinato suddivisi in pacchetti da 250 grammi”.

E ancora: 1500 bottigliette d’acqua da mezzo litro offerte da Crespi Bevande, una fornitura di 4 taniche da 5 litri di sapone per le mani, 6 cartoni di guanti in nitrile, e 6200 salviette di carta asciugamani donati da Speedy, Società Cooperativa di Servizi.

Numerose le offerte da parte di privati cittadini che mettono a disposizione somme di denaro, sempre con vincolo di destinazione d’uso. “Aiutiamoli ad Aiutarci” sta indicando i prodotti necessari da comprare direttamente, come per esempio è successo con l’acquisto di 66 pacchi di calzini da 10 paia ciascuno destinati al personale di Malattie Infettive, costretto a cambiarsi più volte al giorno.

Oltre alle consegne settimanali, “Aiutiamoli ad Aiutarci” sta gestendo consegne quotidiane di pizzerie, pasticcerie e Gruppi di acquisto solidale che offrono i loro prodotti.

Per finire, una menzione particolare alla donazione di Sarah Caronni, figlia del professor Sebastiano Caronni Orsenigo, chirurgo vascolare per quarant’anni all’Università di Pavia e al Policlinico San Matteo, mancato nei giorni scorsi. Sarah ha donato al reparto di Pneumologia il tablet personale del padre per permettere ai ricoverati isolati di parlare in videoconferenza con i loro familiari: “E’ stato acquistato quando papà era ricoverato a Genova per un infarto e noi in Sardegna. – dice Sarah – Quel tablet ci ha permesso di parlare con lui, era un rito quotidiano, noi familiari e la sua gatta Cookie, cui era legatissimo, la prima che voleva vedere quando ci chiamava”.

Durante le operazioni di scarico, sono stati consegnati anche alcuni disegni con la scritta “Andrà tutto bene”, il ringraziamento al personale sanitario da parte dei bimbi, figli di alcuni dei rappresentanti delle aziende donatrici.

Il professor Raffaele Bruno, primario Malattie Infettive

Ti potrebbe interessare anche: