Il Ticino in secca ‘svela’ la leggenda della tomba del Re

In questo inizio d’anno la  grande siccità sta colpendo anche il fiume Ticino. Lo scarsità d’acqua è ben visibile guardando il fiume dal Ponte Coperto dove si vedono emergere le fondazioni del vecchio ponte. Si tratta dei resti del ponte bombardato nel settembre del 1944, durante la seconda guerra mondiale.

Le bombe lo danneggiarono causando il crollo di un’arcata. Nel 1949 fu completamente demolito e, nello stesso anno, venne realizzato il nuovo ponte, poco distante da quello trecentesco.

La leggenda della tomba del Re nel Ticino

A proposito delle vecchia fondamenta si narra che quando l’acqua è bassa, come in questi giorni, si riesca a scorgere sotto le fondamenta dell’ arcata centrale del ponte la tomba di un Re, rimasta intatta, e accanto quella della regina, ma scoperchiata. Si racconta che i suoi ori siano sparsi nella sabbia del fiume, per molti ”aurifera”.

La leggenda narra di quando Pavia era governata da un Re e le guerre erano all’ordine del giorno. Durante una delle tante battaglie il Re rimase mortalmente ferito. I suoi soldati, dopo aver messo in fuga il nemico, cercarono di riportarlo il più presto possibile a Pavia. Mentre attraversavano il ponte, il Re aprì gli occhi e, scorgendo il fiume Ticino e le torri della città, sussurrò ai suoi soldati di fermarsi e di lasciarlo lì, poi sorrise e morì.

I soldati si accalcarono intorno a lui e la Regina, che da una torre aveva assistito al rientro dell’ esercito, vedendo che erano tutti fermi, si agitò e decise di andare di persona a vedere cosa fosse successo. Una volta giunta sul Ponte e vedendo il marito senza più vita, fu tale il dolore che cadde a terra, morendo anch’essa di crepacuore.

I soldati, rispettando la volontà del Re, deviarono il corso del Ticino, e costruirono due tombe nelle quali deposero il re e la moglie lasciando poi che il fiume riprendesse il suo corso.

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